Scomparsi in Messico: 2 milioni di pesos per chi sa

Soldi per avere notizie. La disperazione dei famigliari

 

di Simonetta Ieppariello

Una ricompensa per avere notizie. Soldi, 90mila in euro, due milioni in pesos messicani per far tornare a casa Raffaele Russo, suo figlio Antonio e suo nipote Vincenzo Cimmino. Da oltre due mesi il buio fitto. Settimane di angoscia e attesa scandite da ripetuti appello al governo italiano a fare di più per salvare quei tre uomini, forse finiti nella mani di un cartello spietato e sanguinario, grazie alla compolicità di poliziotti corrotti. 

Le famiglie dei tre napoletani scomparsi in Messico intanto, fanno da sè e cercano la svolta: così offrono due milioni di pesos (circa 90mila euro) a chiunque possa fornire informazioni utili su Raffaele e Antonio Russo, e su Vincenzo Cimmino di cui non si hanno notizie dal 31 gennaio. Lo rende noto l'avvocato Luigi Ferrandino, legale delle famiglie. I parenti degli scomparsi hanno inviato un file audio ai media messicani che stanno diffondendo l'appello evidenziando il numero di telefono, di uno dei familiari, a cui fare riferimento. I tre italiani sarebbero stati ceduti da alcuni poliziotti a un cartello criminale del posto per soli 43 euro e i due milioni di pesos potrebbero smuovere lo stallo in cui versa la vicenda. Intanto l'avvocato Claudio Falleti ha inoltrato un sollecito alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani per acquisire le informative sull'accaduto. Di recente una delegazione della Farnesina, guidata dal sottosegretario Amendola, si è recata nel Paese centroamericano per incontrare le autorità locali.

In occasione del Lunedì in Albis c'era stato il tributo di alcuni Fujenti per ricordare ai fedeli il dramma delle famiglie in attesa. Sospesi nell'angoscioso aspettare notizie da un paese in cui, in queste settimane, notizie diverse si sono susseguite. Un rincorrersi di particolari che ha ulteriormente aggravato il quadro di mistero e paura che avvolge questa drammatica storia.