di Simonetta Ieppariello
La tragedia di Giada, la ragazza di 26 anni che si è lanciata dal tetto della Federico II di Monte Sant’Angelo a Napoli, ha scosso il mondo universitario di tutta Italia. Oggi silenzio e mazzi di fiori sul luogo della tragedia, con docenti e studenti riuniti nel silenzio, nella riflessione e nel dolore. Come la toccante lettera del docente universitario Guido Saraceni sulle lauree e sulla tensione che accompagna gli studenti, a volte schiacciati dal carico di attese dei genitori: “L’Università non è una gara, non serve per dare soddisfazione alle persone che ci circondano, non è una affannosa corsa ad ostacoli verso il lavoro”.
Il professore di Filosofia del Diritto e Informatica Giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza della Università degli Studi di Teramo, molto popolare sui social network, ha commentato la morte di Giada D. F. la giovane studentessa molisana, suicidatasi il giorno presunto della laurea ma non in regola con gli esami.
Nel post, che ha raccolto in poche ore migliaia di like, commenti e condivisioni, il professore racconta il giorno della laurea dal punto di vista di chi insegna, fornendo una visuale diversa del percorso formativo, senza che diventi una proiezione altra di paure e ansie. "Per quanto mi riguarda - scrive - la giornata delle lauree è un giorno di lavoro non meno faticoso e stressante di altri. I candidati devono essere attentamente ascoltati, interrogati e valutati. I voti devono essere discussi, spesso anche lungamente, con una commissione di colleghi che non sempre hanno le stesse idee, la stessa sensibilità culturale o lo stesso identico orientamento in tema di voti. Eppure, la giornata delle lauree per me è anche una giornata gioiosa".
Lo sguardo orgoglioso dei genitori, i festeggiamenti,: tutto, secondo Saraceni, "ha il sapore della speranza nel futuro". Ma attenzione: quella speranza non deve essere trasformata in tensione, in pressione verso i giovani. La perfezione non deve essere rincorsa per forza.
"Il percorso di studi pone lo studente davanti a se stesso - aggiunge il professore -. Cerchiamo di spiegarlo bene ai nostri ragazzi. Liberiamoli una volta per tutte dall'ossessione della prestazione perfetta, della competizione infinita, della vittoria ad ogni costo. Lasciamoli liberi di essere se stessi e di sbagliare. Questo è il più bel dono che possono ricevere. Il gesto d'amore che può letteralmente salvarne la vita".
La storia di Giada ha rattristato milioni di Italiani. Lei. bella e giovane ha telefonato al suo ragazzo prima di lanciarsi nel vuoto in Facoltà. Lei non è riuscita a sopportare il peso di quella messinscena che aveva preparato. Ai familiari, agli amici e al fidanzato, che erano arrivati dal Molise, aveva annunciato che ieri sarebbe stato il giorno della sua laurea. In Scienze Naturali. Ma Giada non aveva fatto tutto gli esami. E nell’elenco degli studenti che dovevano discutere la tesi, il suo non c’era.
Giada è salita sul tetto e ha deciso di farla finita.Oggi i suoi compagni di facoltà hanno osservato un minuto di raccoglimento, silenzio, per lei, per Giada.
