di Simonetta Ieppariello
Nessuna guerra tra clan, faida scatenata o conti da regolare per il business della mala. No il retroscena della stesa di via Chiatamone dello scorso otto aprile è diverso. Lo hanno ammanettato all'alba. Le indagini coordinate dalla VII Sezione della Procura della Repubblica di Napoli, coordinata dal Procuratore Aggiunto Rosa Volpe e dal Sostituto Procuratore Ludovica Giugni, la Compagnia Carabinieri di Napoli Centro hanno consentito di ricostruire l'atto dimostrativo, i suoi retroscena e i suoi protagonisti. E così è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di un indagato gravemente indiziato di detenzione e porto illegale di armi.
La sera dello scorso otto aprile la centralissima strada divenne lo scenario di un'assurda sparatoria. Le indagini, nei mesi, hanno permesso di chiarire i presupposti di quanto accaduto. Non liti tra clan o interne a sodalizi del posto, ma un regolamento di conti per un furto di uno scooter. Un episodio imperdonabile per il proprietario del ciclomotore, che aveva affidato il suo scooter ad un parcheggiatore abusivo della zona. Proprio contro quest'ultimo si è scatenata l'ira del presunto colpevole, come documentato dalle immagini video pubblica e privata della zona. Frame dopo frame viene ricostruita una serata di pura follia, violenza e terrore, dove l'uomo torna sul posto per sparare all'impazzata per il torto subito.
Secondo il provvedimento cautelare, l’indagato, un giovane residente a Ponticelli che non ha precedenti penali, nel tardo pomeriggio dell’8 aprile si era recato, insieme alla propria compagna, in uno dei ristoranti del lungomare di Napoli, affidando il proprio scooter a due parcheggiatori abusivi che gestivano la sosta in via Chiatamone. Al termine del pranzo, tuttavia, si accorgeva di essere stato vittima del furto del ciclomotore e, per questa ragione, iniziava un vivace litigio con gli abusivi, colpevoli, a suo dire, di non collaborare alla restituzione di quanto asportato.
L’uomo e la donna si erano pertanto allontanati da via Chiatamone a bordo dell’autovettura di un conoscente contattato nella circostanza, per poi farvi ritorno dopo circa un’ora, alle 20.30 circa. Infatti, sceso dall’autovettura in parola, una Fiat Panda, l’indagato impugnava una pistola recuperata per l’occasione e iniziava una folle sparatoria per intimidire i parcheggiatori e fare scontare loro il furto patito, incurante dei numerosi passanti che, a quell’ora, erano intenti a passeggiare lungo la centralissima via.
L’esplosione dei numerosi colpi (il sopralluogo effettuato dai CC del Comando Provinciale di Napoli ha permesso di repertare nr. 6 bossoli a fondo percosso “S&B 03-16” calibro 9×21), alcuni dei quali sparati anche ad altezza d’uomo come documentato dai danni riportati da alcune autovetture parcheggiate in quel tratto di strada, generava il panico tra la gente, che si riversava sul lungomare, spintonandosi e ribaltando i tavolinetti all’esterno dei ristoranti. Solo dopo aver esaurito l’azione di fuoco, il giovane saliva a bordo dell’autovettura con cui era arrivato e si dava alla fuga.
La scena veniva registrata dalle telecamere degli impianti di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali, che, analiticamente studiate dagli investigatori, hanno permesso di risalire al modello dell’autovettura suddetta. Incrociando questo dato le targhe catturate dai lettori SCNTT del Comune di Napoli, si è poi risaliti all’identificazione del conducente del veicolo. Da qui, grazie allo studio delle informazioni sul conto di quest’ultimo si è riusciti a dare un nome all’indagato.
