di Simonetta Ieppariello
Quindici spari davanti alla chiesa. E’ stato ucciso così Salvatore Soropago, sotto una pioggia di fuoco che lo ha centrato a testa e spalle. E la camorra torna a sparare nel quartiere più martoriato dalla strategia del terrore, della violenza, San Giovanni a Teduccio.
Sullo sfondo la faida che insanguina Napoli tra i Rinaldi e i Mazzarella. E così ieri alle 19,15 lungo una strada affollata i killer a bordo di una moto sono entrati in azione armati di una pistola calibro 9x21 hanno sparato contro il 37enne Salvatore Soropago. Con lui c’è o forse camminava semplicemente in zona, gli inquirenti ci vanno cauti, un ragazzo di 21 anni, rimasto ferito lievemente ad una mano. La vittima camminava a piedi della chiesa di San Giovanni Battista, all’interno della quale erano c’erano i fedeli che partecipavano alla messa vespertina. Gli spari tra la folla e Soropago è stato sparato crivellato da un pioggia di fuoco a testa e spalle.
Succede poche ore dopo l’ennesima manifestazione in cortei dei residenti esasperati dalla guerra delle stese. Erano scesi in strada per dire no alla camorra e alla violenza, alla faida senza fine.
Soropago è volto noto agli inquirenti, inserito stabilmente nel gruppo dei Mazzarella. Il 37enne potrebbe aver pagato con la vita il fatto di essere uno degli «armieri» del clan che da qualche tempo pare vacillare sotto i colpi e gli assalti portati da chi vuol sottrarre un’egemonia criminale fondata sullo spac- cio di droga e sulle estorsioni. A San Giovanni intanto la popolazione è in rivolta per le «stese» senza fine, e poi anche dei raid dinamitardi che si sono susseguiti soprattutto dopo la scarcerazione di Ciro Rinaldi, detto Myway.
Ma stamattina la polizia di Napoli ha firmato un arresto eccellente: preso il latitante Salvatore Fido, 30 anni si tratta di un elemento di vertice del clan camorristico dei Mazzarella ed è ritenuto tra i promotori ed esecutori della violenta contrapposizione con il clan Rinaldi, attuata anche attraverso le cosiddette stese.
