Devastarono l'ospedale, niente carcere per l'emergenza Covid

Il gip dei minori ha lasciato a casa il 17enne e il 15enne indagati per l'attacco al Pellegrini

devastarono l ospedale niente carcere per l emergenza covid
Napoli.  

Il già dei minori, Paolo Brunese  ha lasciato a casa con l'obbligo di permanenza in carcere il 17enne il il 15enne indagati per la devastazione del pronto soccorso dell'ospedale Pellegrini di Napoli, avvenuto la note tra il 29 febbraio e il primo marzo dopo la morte del rapinatore Ugo Russo, ucciso da un carabiniere durante un tentativo di colpo

"Hanno agito accecati dalla rabbia, per dare una lezione allo Stato, quasi inteso come un clan avversario. Con assenza totale di valori e di pietà”. 

“Per l'emergenza Covid-19 il loro trasferimento in carcere non garantirebbe sicurezza agli altri detenuti" queste le motivazione che  il gip dei minori, ha addotto alla decisione. 

 Il gip, parlando anche dei sette maggiorenni arrestati, ricostruisce il contesto nel quale è maturata l'aggressione.

"Un contesto unico nel quale l'effetto della devastazione e di lesione dell'ordine pubblico è stato prodotto in sinergia con tutti i presenti. È stata l'azione di tutti a rendere inagibile il pronto soccorso del nosocomio, a mettere in pericolo l'incolumità dei presenti - scrive nel provvedimento - Hanno dimostrato spregio nei confronti del personale sanitario, dei vigilanti, delle forze dell'ordine, dei cittadini bisognevoli di cure, appropriandosi del territorio a discapito di tutti, utilizzando modalità eclatanti e plateali, che hanno evocato nei presenti la forza di intimidazione e di dominio delle organizzazioni criminali".