Da sempre i business si adattano a tutte le condizioni e alle richieste del mercato. E se in queste settimane si è discusso tanto del cibo d’asporto, di come e se poter consegnare pizze, zeppole, casatielli e pastiere, i pusher non si sono persi in polemiche e hanno riorganizzato il processo di distribuzione dall'appovigginamento alla consegna, senza farsi fermare dalle norme anti-contagio.
Con le piazze di spaccio chiuse, il business si è adattato e ha iniziato con le consegna a domicilio, dunque la droga direttamente a casa del cliente attraverso una rete capillare tra Napoli e provincia.
La Guardia di Finanza ha sequestrato infatti 2 kg di hashish e marijuana spediti a centinaia di destinatari tramite corrieri postali.
I sequestri sono scattati grazie al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli in due distinti interventi: la droga era racchiusa in circa 90 plichi postali. In particolare, i finanzieri sono riusciti ad individuare un canale di spedizione intercettando i relativi plichi presso un "hub" di smistamento dell'area metropolitana di Napoli di un'importante società di spedizioni internazionale con sede ad Arzano.
Precluso lo spaccio su strada, la criminalità, secondo quanto ricostruito dalla Finanza, ricorre dunque all'acquisto di droga tramite internet su siti specializzati, e la conseguente spedizione tramite corrieri privati completamente inconsapevoli, spesso utilizzando carichi di copertura.
