Napoli: fuga di gas a via del Prioriato

Una donna ha riportato ustioni sull'80% del corpo

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Napoli.  

Una stanza senza finestre con solo una porta d’ingresso che è stata divelta dall'esplosione della bombola di gas che aveva in casa. Dentro, al civico 42, di via del Priorato a Napoli, sbarrato ora dalle reti di protezione, si sente ancora puzza di bruciato. Pochi mobili sistemati alla meglio, un frigo, un lavello per i piatti lasciati ancora ad asciugare, un letto, un piano cottura di quelli che per funzionare hanno bisogno della bombola, proprio quella che ha causato l'esplosione, avvenuta oggi, poco prima delle otto.

La donna, 55 anni, originaria dello Sri Lanka, che vive in quello che è poco più di un terraneo ha riportato ustioni sull'80% del corpo ed è ricoverata, in prognosi riservata e gravissime condizioni, nella Terapia intensiva Grandi ustioni dell'ospedale Cardarelli.

I vicini e le persone che abitano in via del Priorato parlano di un boato fortissimo. Qualcuno ha creduto che fosse scoppiata una condotta dell'acqua, altri che potesse essere una scossa di terremoto. Sono stati i vicini ad allertare le forze dell'ordine, polizia, vigili urbani e del fuoco, a chiedere il soccorso dell'ambulanza. Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe acceso l'interruttore della corrente elettrica che ha causato l'esplosione a causa della fuga di gas dalla bombola.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l'abitazione e la Polizia. Il locale è sotto sequestro. Bisognerà capire se ci fossero le condizioni minime di sicurezza per adibire quello spazio ad abitazione.

Anna Boccia, abita al primo piano dello stesso palazzo.

Racconta che "già da qualche giorno si sentiva puzza di gas" e aveva avvertito la donna del cattivo odore che si sentiva.

"Quando stamattina mi sono affacciata - dice - ho visto la porta d'ingresso dall'altra parte del vicolo e poi c'era lei a terra.

L'hanno portata via in ambulanza".

La donna, in questi giorni era da sola in casa, ma "con lei vive una ragazza che deve essere tornata al suo Paese. La paura è stata molto grande e siamo stati fortunati perché poteva succedere di peggio, solo per miracolo non è accaduto".

Nei terranei della strada vivono, per lo più, altre persone di origine cingalese. Due 'porte' più in là c'è Selina, che vive in Italia da 5 anni, con suo marito e un bambino piccolo, di 7 mesi. "Ci conosciamo di vista - racconta - una persona che andava sempre a lavorare, dalla mattina alla sera". "Mi sono spaventata, soprattutto per mio figlio - afferma - Mio marito e io non sapevamo cosa fare. Abbiamo sentito il rumore molto forte, mio figlio si è svegliato e si è messo a piangere. È stato bruttissimo".