Agguato davanti alla scuola, carcere a vita per 7 persone

Spararono davanti all’Istituto da Feltre tra i bambini in entrata

agguato davanti alla scuola carcere a vita per 7 persone
Napoli.  

Una sentenza di primo grado che ci si aspettava, quella che ha deciso il carcere a vita per l’omicidio di Luigi Mignano, assassinato il 9 aprile in via Ravello a San Giovanni a Teduccio, sparato davanti ad una scuola dell’infanzia all’ora di entrata dei bambini, mentre accompagnava suo nipote all’asilo. 

L’immagine dello zainetto di Spiderman, del piccolo di 3 anni e mezzo, davanti al lenzuolo bianco che copriva il corpo di Mignano, davanti all’istituto comprensivo Vittorio da Feltre, è stata una delle scene che forse rispetto alla potenza visiva ha indignato poco. Era un’immagine di uno Stato fallito, di un territorio distrutto, di una comunità oppressa da un potere criminale, quello della camorra, che può sentirsi libero di uccidere in pieno giorno tra i bambini. 

Il giudice Marco Carbone ha condannato all’ergastolo sette imputati accogliendo la richiesta della pm Antonella Fratello che ha coordinato le indagini con la pm Simona Rossi. 

Il verdetto è stato emesso ieri e ha chiuso il processo celebrato con rito abbreviato. 

I sette condannati all’ergastolo sono Salvatore Autiero, Pasquale Ariosto, Gennaro Improta, Umberto Luongo e Ciro Terracciano. 18 anni invece per l’ex boss Umberto D’Amico che oggi si è pentito e collabora con la giustizia mentre Giovanni Borrelli è stato condannato a 4 anni per l’ipotesi di favoreggiamento.

Oggi il quadro ricostruito dalla procura mostra come l’agguato sia maturato all’interno della faida che si combatte da decenni tra i clan camorristici della zona orientale di Napoli. Luigi Mignano fu scelto come obiettivo in quanto cognato del boss Ciro Rinaldi.