La storia di Maria (nome di fantasia), 7 anni compiuti, affetta da disturbo dello spettro autistico, certificato nel 2015 dalla Asl Napoli 1 Centro, da tempo combatteva contro l’Ente per conseguire dal Sistema Sanitario Nazionale la erogazione delle terapie A.B.A. fissate nelle Linee Guida 21. Già dalla prima diagnosi di autismo, i genitori, a proprie spese in regime privato, avviano Maria ad un programma riabilitativo di 8-10 ore settimanali, mediato dall’Analisi del comportamento applicata, successivamente intensificato. La Asl Napoli 1 Centro, propone alla famiglia di trattare il disturbo comportamentale della minore con il metodo PASS (metodo di natura sperimentale).
La famiglia rifiuta di sottoporre Maria al metodo e stremati economicamente e psicologicamente per la difficoltà nel proseguire un programma riabilitativo della piccola particolarmente costoso, decidono di rivolgersi al Tribunale di Napoli con ricorso di urgenza per chiedere la condanna della Asl Napoli 1 Centro all’erogazione delle terapie, ciò che avrebbe garantito il diritto alla salute della piccola in virtù del disposto dell’art. 32 della Costituzione. In prima battuta, la richiesta di tutela cautelare viene disattesa dal Tribunale Partenopeo.
I genitori della piccola non si perdono d’animo e ancora con il patrocinio dell’avvocato Fabio De Donato propongono reclamo al Collegio. In accoglimento delle tesi propinate dal legale dei genitori di Maria, revocato il decreto di rigetto pronunciato dal primo Giudice, il Tribunale Collegiale (Presidente, Dott. L. Ruoppolo, Relatrice, Dott.ssa M.P. Gaudiano, Componente, Dott.ssa M. Fontana) ha statuito che «non vi è dubbio che l'assistenza sociosanitaria ai minori con disturbi dello spettro autistico sia ricompresa tra i livelli essenziali di assistenza (LEA) e, dunque, il servizio sanitario nazionale è tenuto ad assicurare a tali soggetti il necessario trattamento assistenziale mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche.
Il metodo terapeutico ABA, pur non essendo l’unica metodologia a cui ispirare gli interventi, rientra tra i metodi scientificamente approvati per il trattamento dell’autismo. Sono erogabili gratuitamente le prestazioni sanitarie, la cui efficacia ed il significativo beneficio in termini di salute siano dimostrati in base alle evidenze scientifiche disponibili e sempre che non vi siano altre forme di assistenza idonee a soddisfare le medesime esigenze, le quali rispondano meglio al principio di economicità delle risorse». Questa, succintamente, la motivazione del Tribunale che ha portato alla condanna della «Asl Napoli 1 Centro, in persona del legale rappresentante pro-tempore, ad erogare, in via diretta, il trattamento riabilitativo sanitario con modalità ABA alla minore Maria, nella misura di venticinque ore settimanali”.
