L'alba di due giorni fa ha lasciato un segno profondo nel cuore di Chiaia. Il fumo che si levava dalla cupola del Teatro Sannazaro non era solo il segnale di un incendio, ma l'inizio di una corsa contro il tempo per salvare uno dei simboli culturali di Napoli. Oggi, mentre i Vigili del Fuoco lavorano senza sosta per mettere in sicurezza le strutture superstiti, la Procura accelera le indagini per rispondere alla domanda che tutti si pongono: cosa ha scatenato le fiamme?
Droni e rilievi: la caccia alle cause
Le attività di spegnimento sono state una sfida complessa. La configurazione architettonica del teatro e l'abbondanza di materiali scenici infiammabili hanno creato un mix esplosivo, costringendo gli uomini del Comando provinciale a un intervento estremo. Attualmente, le squadre sono impegnate nello smassamento dei detriti, un passaggio obbligato prima di poter analizzare il punto d'innesco.
Per non lasciare nulla al caso, gli inquirenti — guidati dal sostituto procuratore Mario Canale e dall'aggiunto Antonio Ricci — hanno messo in campo anche dei droni. Gli occhi elettronici sorvolano l'area per mappare i danni dall'alto, mentre la Polizia Scientifica cerca riscontri a terra. Al momento il fascicolo è aperto per incendio colposo contro ignoti, ma nessuna pista è esclusa, nemmeno quella dolosa. Tra i condomini del quartiere circola con insistenza la voce di una festa privata tenutasi la notte del rogo in un immobile vicino, un dettaglio che la polizia sta cercando di verificare.
Il bilancio dei danni
Il bilancio umano e strutturale è pesante. Tre vigili del fuoco sono rimasti feriti durante le operazioni: l'ultimo, in ordine di tempo, ha riportato una frattura alla caviglia a causa del crollo di un palchetto. L'area interessata non riguarda solo il teatro, ma coinvolge 28 unità immobiliari, inclusi 18 appartamenti e 9 negozi. 60 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, e per tre abitazioni si attende ancora l’esito delle verifiche di staticità.
Sotto la lente d'ingrandimento della Procura sono finiti anche i documenti amministrativi: autorizzazioni antincendio, contratti di affitto e una polizza assicurativa da 9 milioni di euro che coprirebbe i danni del condominio.
Il futuro: fondi e solidarietà
Nonostante lo shock, la macchina della ricostruzione sembra essersi già messa in moto. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha annunciato lo stanziamento di un milione di euro nel prossimo bilancio per far rinascere la sala. Anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha confermato il sostegno del governo, pur mantenendo cautela sulle cifre definitive: "Adesso facciamo una mappatura delle necessità economiche. Non sarà una questione di soldi, ma di tempi e modi: lavoriamo per essere i più rapidi possibile".
Più pragmatico il sindaco Gaetano Manfredi, che punta a un percorso di cooperazione tra pubblico e privato per superare le lungaggini burocratiche. Nel frattempo, la solidarietà non è mancata: il Comune ha messo a disposizione il Teatro Mediterraneo per permettere alla compagnia del Sannazaro di non fermarsi.
"Abbiamo le scene e i costumi bruciati, per divertire ci vuole l’animo e oggi non c’è", spiegano con amarezza i gestori Sansone e Vanorio. Eppure, tra i messaggi di vicinanza che arrivano da tutta Italia, la speranza è che il sipario del Sannazaro possa tornare ad alzarsi presto, restituendo a Napoli un pezzo della sua anima.
