Il decesso del piccolo Domenico, avvenuto questa mattina all'ospedale Monaldi di Napoli, ha impresso una violenta accelerazione all'inchiesta della Procura. Quello che era nato come un caso di lesioni colpose è diventato ufficialmente un fascicolo per omicidio colposo. Il bambino, di soli due anni, non ha superato le complicazioni seguite al trapianto di cuore dello scorso 23 dicembre, un intervento segnato fin dall'inizio dal sospetto di un organo gravemente danneggiato.
Il giallo di Bolzano e le équipe sovrapposte
Le ultime rivelazioni fornite dal legale della famiglia, l'avvocato Francesco Petruzzi, spostano l'attenzione ben oltre le mura dell'ospedale napoletano. Non si tratterebbe solo di un errore nella conservazione durante il trasporto (il famigerato ghiaccio secco), ma di un possibile danno strutturale che potrebbe essere avvenuto durante il prelievo dell'organo all'ospedale di Bolzano.
"È un'ipotesi che mi è stata paventata in Procura", ha spiegato Petruzzi davanti ai cronisti. Sotto i riflettori finisce la gestione della sala operatoria durante l'espianto: "Potrebbe esserci stata una sovrapposizione di équipe. Era presente anche un team austriaco per il prelievo di altri organi dallo stesso donatore; bisogna capire chi ha operato prima e cosa sia successo in quei momenti concitati". Questo scenario potrebbe allargare il registro degli indagati, che attualmente conta sei nomi, includendo anche il personale medico coinvolto nella fase iniziale della catena dei soccorsi.
Tra errori tecnici e "tentativi di occultamento"
Il nodo centrale resta la trasparenza. Se il ghiaccio secco viene ormai considerato una "concausa" probabile del deterioramento del cuore, l'avvocato Petruzzi sottolinea un aspetto ancora più doloroso per i familiari: "Oltre alla gravità degli errori, quello che ci ha sconvolto è stato il tentativo di nascondere la verità". Una critica che sembra riflettersi anche nel clima di gelo con lo staff medico del Monaldi.
Ha sollevato aspre polemiche l'assenza del dottor Guido Oppido, il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto. "Siamo sconcertati", ha ribadito la difesa della famiglia, rilevando come il medico non si sia presentato per esprimere cordoglio nonostante avesse seguito il bambino fino a poche ore prima della rimozione dall'incarico. Di contro, i legali del chirurgo difendono fermamente il suo operato, descrivendolo come una "lotta contro il tempo" condotta con la massima perizia professionale.
Trapianto Napoli: legale famiglia, chirurgo rimosso su istanza difesa
Il dottor Oppido è stato rimosso dall'incarico ieri solo dopo espressa richiesta della famiglia, in sede di pianificazione delle cure palliative, che è stata richiesta con istanza dalla difesa."Siamo convinti sin d'ora che ha fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso, e tutto quanto era umanamente possibile, per salvare la vita del piccolo Domenico, peraltro lottando contro il tempo e contro i minuti". A parlare sono gli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, legali del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che a Napoli ha eseguito il trapianto di cuore al piccolo Domenico. "Di fronte al dramma di questo bimbo e al dolore della famiglia - proseguono i due legali - c'è solo un sentimento immediato di cordoglio, commozione, e profondo rispetto per la madre e per i familiari tutti: come difensori del dottore Guido Oppido, attendiamo fiduciosi la ricostruzione degli eventi che gli inquirenti e gli accertamenti tecnici sapranno certamente offrire".
Sciacallaggio social e l'ultimo addio
Mentre la magistratura prepara gli avvisi per l'esame autoptico, che si terrà presso il Policlinico, la famiglia deve difendersi anche da un vergognoso sciacallaggio digitale. Su TikTok e altri social sono apparsi profili truffaldini che, utilizzando le foto del bambino, chiedono donazioni via Iban per il funerale. "È tutto falso, non fate bonifici", è l'appello della famiglia, che ha già allertato la Polizia Postale.
La salma sarà liberata tra giovedì e venerdì, dopo l'accertamento tecnico irripetibile. Solo allora Napoli potrà dare l'ultimo saluto a Domenico, mentre lunedì la madre sarà già dal notaio per costituire una fondazione a suo nome, con l'obiettivo di trasformare una tragedia fatta di presunte omissioni in un presidio di legalità e speranza per altri piccoli pazienti.
