Domenico morto al Monaldi, chiesta l'accusa di omicidio volontario

La madre Patrizia: "Giustizia va avanti, scopriremo tutto"

domenico morto al monaldi chiesta l accusa di omicidio volontario

L'inchiesta si allarga: 7 indagati. Ora l'autopsia e incidente probatorio: slittano i funerali del bambino

Napoli.  

 

"È arrivato il momento della verità. La giustizia sta andando avanti e scopriremo tutto". Con queste parole cariche di dolore e determinazione, Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, ha rotto il silenzio davanti allo studio notarile dove è stata ufficialmente costituita la Fondazione intitolata al figlio. Il bambino, di soli due anni e mezzo, si è spento sabato scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un calvario iniziato il 23 dicembre con un trapianto di cuore risultato danneggiato. Mentre la famiglia trasforma il lutto in impegno civile per prevenire nuovi casi di malasanità, sul fronte giudiziario l’inchiesta della Procura di Napoli subisce una scossa decisiva.

Sette indagati e la richiesta di omicidio volontario

L’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante vede ora sette indagati: all’équipe medica si è aggiunta infatti una dirigente del nosocomio partenopeo. Ma è la strategia legale della famiglia a segnare il punto di svolta. L’avvocato Francesco Petruzzi ha depositato un’integrazione di querela chiedendo ufficialmente la riqualificazione del reato: non più omicidio colposo, ma omicidio volontario con dolo eventuale.

Secondo la difesa, la condotta omissiva tenuta dopo il fallimento dell'operazione e il presunto tentativo di occultare i fatti avrebbero portato i medici ad accettare il rischio del decesso del piccolo. "Fino al 6 febbraio non è stato fatto nulla per valutare terapie alternative", ha spiegato il legale, sottolineando come questa inerzia avrebbe precluso al bambino la possibilità di ricevere un nuovo organo. 
Mirino sul chirurgo: chieste misure cautelari

L'avvocato Petruzzi è andato oltre, chiedendo l'applicazione di misure cautelari per il dottor Oppido, il cardiochirurgo che ha eseguito l'intervento. Nonostante la sospensione dall'attività trapiantologica, secondo l'accusa del legale, il medico avrebbe continuato a influenzare le decisioni cliniche su Domenico fino al giorno precedente la morte.  L'avvocato Petruzzi,  ha sottolineato che "è stato permesso al dottor Oppido, nonostante la sospensione dall'attività trapiantologica e fosse indagato per il reato di lesioni colpose, di andare a incidere su tutte le decisioni riguardanti la persona offesa. Il dottor Oppido è rimasto medico curante di Domenico fino al giorno della Pcc", la pianificazione condivisa delle cure, "quando soltanto il dottor Scognamiglio", medico legale delegato dalla famiglia, "ha richiesto e ottenuto che fosse nominato un altro medico come curante di Domenico. Il dottor Oppido, avendo questa qualifica di curante fino al giorno prima della sua morte, ha potuto sicuramente orientare tutte le decisioni dell'Heart team e tutte le decisioni cliniche riguardanti il piccolo Domenico", ha concluso l'avvocato.

Un altro punto centrale riguarda l'urgenza dell'intervento del 23 dicembre. "Domenico non era un bambino moribondo", ha scandito Petruzzi. "Era affetto da una patologia, ma attendeva un cuore da due anni e avrebbe potuto aspettarne altri due. Il trapianto poteva e doveva essere rinviato visto che Domenico non era un bambino moribondo, era affetto da una patologia, ma attendeva un cuore da due anni e ne poteva aspettare anche altri due" "volevamo chiarire con i pm - ha detto - che nella cartella clinica non vi è menzionato da nessuna parte l'ok per il cuore arrivato. Quindi nelle fasi dell'operazione non c'è scritto da nessuna parte che qualcuno abbia dato l'ok sulla verifica della validità e dell'integrità dell'organo"

Il giallo della cartella clinica e il "diario di perfusione"

La difesa ha inoltre acceso i riflettori su gravi mancanze documentali iniziali, ora colmate dall'acquisizione degli atti da parte della Procura. Nella cartella clinica non risulterebbe alcuna validazione formale sull'integrità del cuore arrivato da Bolzano.

Il diario di perfusione: Il documento, ora in mano agli inquirenti, è considerato la "pistola fumante". Attraverso la relazione sulla circolazione extracorporea, si potrà stabilire con certezza il momento esatto della xenosi (l'espianto del cuore originale), verificando se sia avvenuto prematuramente rispetto all'arrivo dell'organo nuovo.

Autopsia e incidente probatorio: slittano i funerali

Per garantire la massima trasparenza e validità legale agli accertamenti, la Procura ha chiesto l’incidente probatorio. Sarà quindi il GIP, e non i pm, a nominare un collegio di periti terzi per eseguire l’autopsia. Questo passaggio procedurale, fondamentale per il futuro processo, comporterà però un ulteriore slittamento dei funerali di Domenico, che verosimilmente potranno tenersi solo nella giornata di lunedì.

I consulenti dovranno chiarire tre punti chiave: Il rispetto delle linee guida nel trasporto dell'organo, la sussistenza del nesso di causalità tra l'errore del "cuore ghiacciato" e la morte e se condotte mediche alternative avrebbero potuto salvare la vita al bambino.

"La rabbia non serve", ha concluso mamma Patrizia. "Lavoriamo perché la storia di mio figlio non venga dimenticata e perché nessuna famiglia debba soffrire mai più così".