"Un’operazione di straordinaria efficacia che conferma l’altissimo livello di professionalità e attenzione della polizia penitenziaria in Campania".
Così Raffaele Munno, vicesegretario regionale del sindacato autonomo polizia penitenziaria, commenta l’importante sequestro avvenuto presso il centro penitenziario di Secondigliano, a Napoli.
Nel corso di una perquisizione ordinaria effettuata nel reparto Sai (Servizio assistenza intensiva), grazie all’operatività e al fiuto investigativo del coordinatore di reparto e del personale in servizio, sono stati rinvenuti e sequestrati circa 170 grammi di hashish e un microtelefono cellulare abilmente occultati in un’area comune e pronti per essere immessi nel circuito illecito interno.
Il blitz è scattato nelle ore pomeridiane di ieri, al termine di un’attenta e meticolosa attività di osservazione e controllo che da giorni aveva visto impegnati i “baschi azzurri” del reparto, insospettiti da movimenti e segnali ritenuti anomali.
L’intervento, condotto con tempestività, sangue freddo e assoluta discrezione, ha consentito di stroncare sul nascere un traffico che avrebbe potuto alimentare tensioni, violenze e dinamiche criminali all’interno dell’istituto.
"Ancora una volta - sottolinea Munno - il personale di polizia penitenziaria ha dimostrato senso dello Stato, spirito di sacrificio e altissima competenza operativa.
Il sequestro di un quantitativo così rilevante di sostanza stupefacente e di un microtelefono conferma quanto sia costante e insidioso il tentativo di introdurre droga e strumenti di comunicazione illegali negli istituti penitenziari".
Il materiale è stato immediatamente posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per i successivi accertamenti e per le eventuali contestazioni disciplinari e penali.
Plauso anche da Donato Capece, segretario generale del Sappe, che esprime "vive congratulazioni al personale per il senso del dovere, l’attenzione, l’abnegazione e la straordinaria determinazione dimostrata ancora una volta in un contesto lavorativo complesso e ad altissimo rischio".
Per il Sappe, l’operazione di Secondigliano rappresenta "l’ennesima prova concreta di come la polizia penitenziaria sia presidio insostituibile di legalità e sicurezza, anche e soprattutto dietro le mura degli istituti di pena".
