Ancora sangue nella periferia orientale di Napoli. Stamattina, nel cuore del quartiere Barra, un uomo di 49 anni è stato centrato da tre colpi di pistola in un agguato eseguito in pieno giorno. Due proiettili hanno raggiunto il torace, uno l’ascella: una dinamica che non lascia spazio a dubbi sull’intenzionalità dei killer.
Si tratta di Ciro Scotti. Il fatto è accaduto a piazza De Franchis. Lui era in auto da solo, mentre la compagna era scesa per una commissione e non ha assistito all'agguato. Poi lei lo ha accompagnato all'ospedale del Mare. La polizia conduce le indagini. Da una prima ricostruzione, sembra che sia stato centrato da un solo proiettile e a che sparare sia stato un malvivente in sella a uno scooter, guidato da un complice.
La vittima è stata trasportata d’urgenza, in codice rosso, all'Ospedale del Mare. Le sue condizioni sono gravissime. Sul posto, gli uomini del commissariato Ponticelli e della Squadra Mobile stanno setacciando l’asfalto alla ricerca di bossoli e testimonianze. Ma il silenzio della zona, spesso complice, rallenta le indagini.
Ponticelli, il giorno dopo: il giallo del fruttivendolo ucciso
L’episodio di Barra arriva a sole 24 ore dall’omicidio di Antonio Musella, 51 anni, freddato in via Cupa Vicinale Pepe a Ponticelli. Musella, un lavoratore del mercato ortofrutticolo di Volla senza precedenti per camorra, è stato crivellato mentre era a bordo del suo furgone.
Gli inquirenti seguono una pista precisa: la vendetta trasversale. Musella era legato da vincoli di parentela acquisita a figure femminili del clan delle «pazzignane». "Mio marito era un innocente", grida la vedova tra i nastri bianchi e rossi della Scientifica. Se confermato, il suo omicidio segnerebbe un ritorno alle regole più feroci del codice criminale: colpire chi è fuori dal giro per ferire l'onore dei clan rivali.
