Una chiesa gremita già un’ora prima dell’inizio della funzione, un intero quartiere che si stringe in un silenzio irreale, rotto solo dai singhiozzi. Sotto la cappa di un caldo torrido che mozza il respiro, Miano ha celebrato oggi i funerali di Lorenzo Spasiano, il ragazzo di 21 anni strappato alla vita sotto casa da un colpo di pistola al torace. Oggi Miano ha pianto Lorenzo, un ragazzo descritto da tutti come un grande lavoratore, solare e appassionato di boxe, vittima di un’assurdità che la comunità ora rifiuta di accettare come normalità.
Il feretro, sommerso da una distesa di fiori bianchi, è arrivato alla parrocchia di Sant’Alfonso e San Gerardo accompagnato dai genitori e dai fratelli. L’immagine più dolorosa è quella della madre di Lorenzo, stretta in un abbraccio disperato alla foto del figlio. Bacia le guance, poi la fronte, in un addio che non vorrebbe mai pronunciare, finché il marito non la guida dolcemente a deporre quel ritratto sopra la bara. In prima fila, le teste della famiglia Spasiano rimangono chine per tutta la cerimonia, curve sotto il peso di un fardello troppo grande da sopportare. Fuori e dentro la chiesa, decine di amici indossano magliette bianche con il volto di Lorenzo, per trasformare il dolore in memoria visibile.
L'omelia di Don Salvatore Cinque: "Scuole aperte e campetti per i giovani"
Le istituzioni hanno voluto far sentire la propria presenza: tra i banchi c’era l'assessore comunale all’Ordine Pubblico, Antonio De Iesu, insieme ai rappresentanti della Municipalità locale. Ma il cuore della cerimonia è stata la ferma e appassionata omelia del parroco, don Salvatore Cinque, che ha chiesto alla comunità di fare un esame di coscienza e di implorare il perdono per la spirale di violenza che continua a decimare il territorio. Il sacerdote si è rivolto direttamente al killer, un minorenne attualmente al centro delle indagini:
"Pentiti e costituisciti. Vogliamo che il nostro quartiere non sia più un luogo di violenza, ma uno spazio di cultura. Alle istituzioni, invece, dico: riaprite le scuole, ripristinate i campetti e gli spazi per i nostri giovani." Un monito chiaro, che sposta l'accento sulla necessità cronica di presidi educativi e sociali in periferie lasciate troppo spesso a se stesse.
La solidarietà di Daniela Di Maggio: "Un loop eterno di dolore"
A portare un abbraccio e una vicinanza che vanno oltre le parole è arrivata anche Daniela Di Maggio, la mamma di Giovanbattista "GioGiò" Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli nel 2023. Una presenza che unisce idealmente i fili di una tragedia cittadina che sembra non avere mai fine. "Forse loro stanno meglio di noi, erano angeli prediletti. Non si capisce come anime così belle siano state recise così presto, come i fiori più belli del campo. Diamoci una spiegazione non terrena, altrimenti impazziamo."
