Tentano di introdurre droga nel carcere minorile di Nisida: la scoperta

Blitz della polizia penitenziaria durante i colloqui

tentano di introdurre droga nel carcere minorile di nisida la scoperta

L'allarme del Sappe

Napoli.  

Avevano nascosto la sostanza stupefacente nelle parti intime nel tentativo di eludere i controlli e introdurla all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, ma l’attenzione e la professionalità della Polizia Penitenziaria hanno mandato in fumo il piano. Il tentativo di introduzione della droga è stato scoperto durante i controlli effettuati in occasione dell’accesso ai colloqui familiari con i giovani detenuti.

La sostanza era stata occultata con particolare accortezza da un familiare di un giovane ristretto, evidentemente nella convinzione di poter superare i controlli e consegnare lo stupefacente all’interno dell’istituto. Gli uomini della Polizia Penitenziaria, però, hanno individuato l’anomalia e, attraverso le procedure di controllo previste, hanno impedito che la droga potesse arrivare nelle sezioni detentive.
“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento e il nostro plauso alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria di Nisida – sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria –. Ancora una volta sono stati l’esperienza, l’attenzione e il senso del dovere dei nostri colleghi a impedire che droga e illegalità entrassero in un istituto penale per minorenni. È un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto considerando le difficoltà operative nelle quali quotidianamente lavora il personale”.

Per Capece, “questo episodio dimostra ancora una volta che il sistema dei controlli negli istituti penitenziari deve essere considerato una priorità assoluta. Chi tenta di introdurre droga in carcere non si ferma davanti a nulla e utilizza modalità sempre più sofisticate e spregiudicate. Nei confronti di questi tentativi occorre una risposta dello Stato altrettanto determinata”.

“Non possiamo continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di fare miracoli – aggiunge il segretario generale del Sappe –. Servono organici adeguati, strumenti tecnologici moderni, sistemi di controllo efficaci e risorse certe. E questo vale ancora di più negli istituti penali per minorenni, dove sicurezza e rieducazione devono procedere insieme. La droga dentro un carcere minorile rappresenta un pericolo gravissimo e può alimentare dipendenze, violenze, intimidazioni e circuiti criminali”.

Sulla vicenda interviene anche Pasquale Diana, Coordinatore Provinciale Minori del Sappe di Nisida: “Il personale di Polizia Penitenziaria ha dimostrato ancora una volta grande professionalità e capacità operativa. I colleghi impegnati nei controlli hanno svolto il proprio compito con attenzione e determinazione, impedendo che sostanze stupefacenti potessero essere introdotte nell’istituto. A loro va il nostro ringraziamento e il nostro plauso”. “Quello che è accaduto – prosegue – dimostra quanto siano delicati i controlli all’interno di un istituto minorile. Chi pensa di poter introdurre droga a Nisida deve sapere che troverà davanti a sé donne e uomini della Polizia Penitenziaria preparati e determinati a far rispettare la legge. Ma non possiamo ignorare le difficoltà quotidiane del personale e la necessità di avere strumenti e organici adeguati alla complessità del servizio”.

Il Sappe torna quindi a chiedere interventi urgenti e concreti per rafforzare la sicurezza degli istituti penali per minorenni, a partire dal potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria, dall'adozione di tecnologie sempre più efficaci per l'individuazione di droga e telefoni e dal rafforzamento dei protocolli di controllo durante i colloqui.

“Non basta complimentarsi con gli agenti quando riescono a sventare un tentativo di introduzione di droga - conclude Capece –. Lo Stato deve mettere la Polizia Penitenziaria nelle condizioni di prevenire questi fenomeni ogni giorno, non soltanto di intervenire quando il problema si manifesta. A Nisida la Polizia Penitenziaria ha dimostrato di essere un argine concreto all’illegalità: adesso tocca all’Amministrazione per la Giustizia Minorile e di Comunità e alla politica dimostrare, con fatti e risorse, di voler difendere quel presidio di sicurezza”.

Il Sappe ribadisce infine che la sicurezza negli istituti penali per minorenni non può essere considerata un tema secondario: prevenire l’ingresso della droga significa proteggere non soltanto il personale di Polizia penitenziaria e la struttura, ma anche i giovani detenuti e il loro percorso di recupero e reinserimento sociale.