Un’esecuzione in piena regola, che riaccende l’allarme criminalità a Scampia e alimenta i timori di una nuova faida tra gruppi camorristici. Alessandro Uccello, 57 anni, è stato ucciso a colpi di pistola in via Bakù, a meno di un mese dall’agguato nel quale era rimasto ferito Mariano Abete, considerato un rampollo della famiglia legata al clan degli Scissionisti e nipote del capoclan Arcangelo Abete. La vittima era un detenuta in semilibertà e rientrava nel carcere di Secondigliano.
Il delitto presenta diversi elementi sui quali gli investigatori stanno concentrando l’attenzione. Secondo le prime indiscrezioni investigative, la vittima sarebbe stata recentemente vittima di un pestaggio. Un episodio che potrebbe rappresentare un tassello importante per ricostruire il contesto nel quale è maturato l’omicidio e individuare il movente dell’agguato mortale.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno delimitato l’area e avviato i rilievi necessari a raccogliere elementi utili alle indagini. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’omicidio, individuare eventuali testimoni e verificare la presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona.
L’ipotesi che più preoccupa è quella di un possibile collegamento tra l’uccisione di Uccello e il recente agguato ai danni di Mariano Abete junior. La vicinanza temporale tra i due episodi e il contesto criminale nel quale si inseriscono rappresentano elementi che gli inquirenti dovranno approfondire, senza escludere altre piste.
Al momento, tuttavia, non ci sono conferme definitive su un legame diretto tra i due fatti di sangue. Saranno gli accertamenti investigativi a chiarire se l’omicidio sia riconducibile a contrasti interni agli ambienti della criminalità organizzata o se debba essere ricercato altrove il movente.
A Scampia torna così la paura che la violenza possa segnare una nuova escalation. L’assassinio di Alessandro Uccello rischia di riaprire vecchie tensioni e di innescare nuovi equilibri criminali in un territorio da tempo segnato dalla presenza dei clan. Le indagini dei carabinieri proseguono per fare luce sul delitto e accertare eventuali responsabilità.
