Fannulloni, ma siete davvero così fessi?

Niente da fare. Non bastano le inchieste a fermare le truffe del cartellino.

Dopo Salerno, Avellino e Napoli ora pure Caserta. Ma questi dipendenti infedeli come fanno a sentirsi così impuniti? Oltre che truffatori sono anche stupidi?

Napoli.  

di Luciano Trapanese

Che negli uffici pubblici ci siano dei fannulloni non sorprende nessuno. Ma che i timbratori seriali di cartellini altrui continuino nel solito rituale anche dopo le decine di inchieste che hanno smascherato i loro colleghi truffaldini, resta davvero un dato indecifrabile.

Nel distretto 13 dell'Asl di Caserta, a Maddaloni, è andata in scena l'ennesima replica di un film di successo. Le telecamere dei carabinieri hanno ripreso impiegati e dirigenti che – ritenendosi impunibili – se ne sono bellamente strafregati dei loro doveri, delle eventuali conseguenze e della sorte già toccata ad altri dipendenti. E così – le immagini parlano chiaro -, è stato ripreso il solito spettacolo della truffa consumata ai danni dello Stato e naturalmente dei cittadini. Si timbra il cartellino anche per quattro, cinque colleghi assenti. O si timbra e poi si lascia con invidiabile tranquillità il posto di lavoro. Risultato: sedici indagati, nove ai domiciliari e sette sospesi dal servizio. Con accuse gravi: truffa e false attestazioni o certificazioni in concorso, con l'aggravante di aver commesso questi reati ai danni di un ente pubblico.

Davvero c'è da rimanere senza parole. Non sono bastati i casi esplosi in tutta Italia, e in Campania naturalmente (Salerno e Avellino docet: sempre Aslo ospedali, e giusto per citare gli ultimi). Non è bastata la gogna mediatica. La quasi certezza di perdere il posto di lavoro. L'inevitabile e non rassicurante questione giudiziaria. Non sono bastati gli annunci delle procure, delle forze dell'ordine, degli stessi manager delle Asl. Niente. Loro, i timbratori seriali, hanno continuato imperterriti, come nulla fosse. O forse, nella convinzione che non poteva capitare a loro. Che ad Avellino e Salerno – evidentemente – i fannulloni beccati con le mani nella marmellata non erano poi stati così furbi.

Sconcertante. Può essere – ci siamo detti –, che abituati a strafregarsene, i nostri pluritimbratori non sono riusciti a rinunciare alla loro abitudine. Che è poi quella di intascare lo stipendio senza lavorare. E già questa è una cosa grave (una truffa, appunto). Se qualcuno di voi lavora in una azienda privata e si azzarda a timbrare e svignarsela, già sa che quel posto di lavoro rimarrà solo un ricordo. Ma se poi si aggiunge la non secondaria considerazione che i fannulloni in questione operano in un settore così delicato (delicato e in difficoltà), come la sanità, beh, allora siamo nettamente oltre il sopportabile.

C'è chi difende – soprattutto in questi periodi – con le unghie e con i denti la sua occupazione e chi la calpesta con questi atteggiamenti. E i secondi – ne siamo sicuri – sono proprio coloro che non hanno dovuto sudare più di tanto per avere uno stipendio sicuro. Ci fa piacere a questo punto, pensare che anche per loro, per chi non ha rispetto degli altri e di se stessi, la pacchia è finita.