E' stata pubblicata la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia che fotografa la mappa dei clan negli ultimi 6 mesi del 2015. Secondo la Dia, «gli assetti criminali delle province di Benevento, Salerno e Avellino appaiono sostanzialmente inalterati rispetto ai periodi precedenti». Il napoletano presenta una situazione "liquida" dove veri e propri gruppi criminali non ci sono, ma rileva una feroce conflittualità tra mini bande che si sfidano a colpi d'arma da fuoco per le storiche piazze di spaccio della città.
L'unica grande "novità" contenuta nella relazione è rappresentata dalla sempre più pregnante presenza nel nolano di un nuovo gruppo criminale. Nella mappa dei clan disegnata dagli analisti della Direzione Investigativa Antimafia, il quadro che emerge dagli assetti criminali della provincia di Avellino non subisce grandissime variazioni. Ma un nuovo dato c'è. Quello legato alla sostituzione del gruppo Cava nell'area nolana con un nuovo gruppo. La relazione non specifica se si tratti o meno di un gruppo satellite, ma nelle pieghe delle 290 pagine che sono all’attenzione della Commissione Parlamentare Antimafia c’è un primo riferimento al gruppo Sangermano.
«Il contesto territoriale avellinese - scrivono nella Relazione gli analisti dell'Antimafia - continua ad essere caratterizzato da una sostanziale stabilità degli equilibri criminali tra i clan Cava e Graziano di Quindici e Pagnozzi, che insistono sulla Valle Caudina». Questo è il primo passaggio della Relazione che è dedicato alla provincia di Avellino. Poi c’è il focus sui gruppi criminali. «I Cava - continua la relazione - sono privi delle figure apicali di maggiore rilievo, ovvero i capi storici raggiunti da arresti e condanne, si pensi a Biagio Cava, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione e al numero due del sodalizio, Antonio Cava, per cui sono in corso istanze che portebbero anche portare sorprese, ma al momento è anche lui detenuto».
Questa condizione ha determinato degli assetti diversi, sopratutto nel Nolano e nel Vesuviano zone da decenni sotto la loro influenza. Nel nolano in particolare la Dia sottolinea come ormai il controllo dei comuni di San Vitaliano, Scisciano, Roccarainola, Cimitile, Carbonara di Nola e Saviano sia nelle mani del gruppo Sangermano. Non si tratterebbe di un clan, ma è comunque un sodalizio che avrebbe ormai il controllo su questi comuni dell'area nolana dove prima operava il gruppo Cava.
Per quello che riguarda il clan Graziano, interessato anche da importanti scarcerazioni, resta operativo nel Vallo di Lauro, nell'agro nocerino sarnese ed in altre zone della provincia di Salerno. Resta consolidata l’influenza su una parte del beneventano da parte del clan Pagnozzi. Ma il gruppo guidato da "Mimì o professore" rientra anche nelle proiezioni della criminalità campana al di fuori del contesto regionale. Il riferimento è a Roma, dove si sta celebrando in questi mesi il processo seguito all’operazione denominata «Tulipano» i 61 arresti di «Camorra Capitale». «Nella Capitale appare consolidata la presenza, nella zona sud-est, del clan Pagnozzi della provincia di Avellino e dell'alleato Senese, emanazione del gruppo Moccia di Afragola, ma ormai forte di una sua propria autonomia».
All’estero, stando sempre alle informazioni contenute nella relazione della Dia, ci sarebbero influenze di elementi del clan Cava in Germania e contatti negli Stati Uniti. Queste attività segnalate fin dagli anni 80.
