Sfigurato e ucciso con 5 "botte" in faccia per uno sgarro

Flavio Salzano, ucciso a Ponticelli. Il clan, le dinamiche e la vendetta

Napoli.  

Cinque colpi di pistola calibro 9 esplosi a bruciapelo, alla testa. Latitante e introvabile per la legge, ma non per i sicari della camorra. Quella spietata che non perdona nulla, figuriamoci uno sgarro. 

Sarebbe stato attirato in trappola e ucciso Flavio Salzano, l'uomo ritenuto vicino al clan De Micco uccico l'altra notte a Ponticelli. Il giovane, come affermano gli inquirenti, avrebbe avuto nel corso degli ultimi tempi un ruolo di primo piano nella cosca dell'area Est di Napoli. Salzano sarebbe stato vittima di una trappola da una persona a lui fidata. I colpi contro di lui sono stati esplosi da distanza ravvicinata. Forse sono stati addirittura esplosi in auto.

L’esecuzione prima della mezzanotte, in una zona isolata del quartiere Ponticelli, dove da tempo si registrano raid e agguati. Il clan De Micco la fa da padrone nel quartiere, controllando gli affari illeciti quali droga e racket.  Sono due le piste battute dagli inquirenti. La prima, porterebbe fuori da Ponticelli; l’uccisione del latitante potrebbe essere stata decisa da gruppi criminali di territori vicini. La seconda ipotesi non escluderebbe una eliminazione decretata all’interno dei De Micco, in cui Flavio Salzano sembra avesse iniziato a dare fastidio, ottenendo un posto di maggiore rilievo.  La ricostruzione: Salzano, che è stato ritrovato seduto al posto di guida di una Ford C Max rubata a giugno ad un cinese residente a San Giuseppe Vesuviano, non ha avuto scampo: il killer gli ha espoloso contro cinque colpi a bruciapelo e da distanza ravvicinata che gli hanno sfigurato il volto.

Il nome di Salzano compare nelle prime informative che lo indicavano come vicino agli ambienti del clan D'Amico, il gruppo che a Ponticelli si oppone al predominio della cosca dominante, quella dei De Micco.

Poi, con il passar del tempo, il 29enne si era allontanato dalla «casa madre» passando al nemico: cioè mettendosi al soldo dei De Micco.

Privilegiata resta la pista del regolamento di conti interno al gruppo dei De Micco, anche se non possono escludersi altre ipotesi. A cominciare dalla vendetta degli ex amici della vittima, che non gli avrebbero perdonato il tradimento e il passaggio di casacca agli odiati rivali. 

Un fatto è certo. Per stanare Salzano dal covo nel quale si era rintanato per sfuggire all'arresto deve essere entrato in azione qualcuno che lo conosceva bene. E del quale la vittima si fidava. Così si spiega anche la circostanza del luogo isolato. Fidandosi della persona che lo ha tradito, il ventinovenne è caduto in una na trappola mortale.