Finti carri funebri: morti in "viaggio" su auto tarocche

Indagini sul presunto meccanismo di trasformazione e certificazione illecita di auto rubate

Napoli.  

 

di SIep

Un presunto giro di carri fubebri illegali. Fasulli. Un filo rosso che parte da Napoli e fa il giro d’Italia e sul quale sta indagando la Procura di Napoli e quei carri mortuari su cui viaggiavano cari estinti. Sono già cinque le vetture per il trasporto mortuario che sono state sequestrate in questi ultimi mesi in giro per l’Italia. Tutte portano a Napoli. L’inchiesta è coordinata dal pm Graziella Arlomede, come riporta ilmattino.it. Si lavora sull’ipotesi di reato di ricettazione e riciclaggio. Inchiesta nella quale sarebbero coinvolti anche alcuni dipendenti della Motorizzazione civile di Napoli ed esperti meccanici e carrozzieri napoletani in grado di trasformare le auto station wagon rubate in quelle per il trasporto funebre. Se le indagini lo confermassero le persone coinvolte sarebbero davvero molte. 

Secondo quanto riportato da Il Mattini è in programma per stamattina una approfondita consulenza sui cinque mezzi usati come carri da morto. Cinque mezzi che verranno ispezionati per accertare se si tratti di mezzi adeguati, a norma, oppure no. C’è l’ipotesi che si tratti di automobili di grossa cilindrata “mascherate” da carri funebri e munite di documenti di viaggio falsi, proprio grazie alla complicità di una o più persone all’interno della motorizzazione civile. 

Ad innescare il possibile meccanismo di “taroccazione” sarebbe il costo esoso delle vetture dedicate esclusivamente al trasporto dei defunti. Il costo di ogni carro si aggirerebbe intorno ai centomila e i 120 mila euro (tra auto e licenze), una cifra che ovviamente viene abbattuta grazie all’uso di finti carri da morto. Costi che sarebbero stati ridotti sensibilmente e vantaggiosamente. Anche dimezzati. 

Ma camuffare le vetture in carri mortuari richiederebbe molte collaborazioni e a più livelli: c’è l’aspetto puramente meccanico, con officine attrezzate a trasformare auto di grossa cilindrata in carri funebri, poi c’è il versante amministrativo, che richiede una complicità interna in quel di via Argine. Senza dimenticare le auto da rubare magari anche auto d’epoca piuttosto che vetture ordinarie. Fenomeno legato ovviamente ai furti che vengono messi a segno nell’area metropolitana, che rendono possibile il reimpiego di vetture ripulite ad arte.