Dl sicurezza, De Luca: no al ricorso, nessun regalo alla Lega

Il governatore esce allo scoperto, non seguirà l'esempio delle altre regioni rosse contro Salvini

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De Luca: "Più si ideologizza questo problema più si regalano voti alla Lega. La sinistra continua a non capire niente” E poi: "I sindaci hanno sbagliato. Noi faremo ricorso contro l'autonomia differenziata, su questioni concrete"

Napoli.  

"La Regione Campania non presenterà ricorso alla Consulta contro il decreto sicurezza perché non voglio fare un piacere alla lega. Più si ideologizza questo problema più si regalano voti alla Lega. La sinistra continua a non capire niente”. Il Governatore De Luca esce allo scoperto e risponde a chi in queste ore aveva cercato di stanarlo come i consiglieri regionali Todisco Moxedano e Chianese che in una lettera aperta ieri hanno chiesto esplicitamente al Presidente di prendere posizione, al pari delle altre regioni a guida centrosisnistra, contro il Governo, per aprire il contenzioso sul decreto Salvini.

E De Luca ha risposto da Lioni, in provincia di Avellino, dove è andato a presentare il Piano assunzioni della Regione Campania. Ma il Governatore, che sul tema migranti e sicurezza ha sempre sostenuto la linea del pugno di ferro al pari del ministro dell'Interno, prova a spiegare così la decisione di non seguire l'esempio degli altri governatori “rossi” e dei sindaci che hanno ingaggiato la battaglia contro la norma che regola la permanenza dei migranti non regolari.

“Il decreto Salvini da quel punto di vista è un disastro come abbiamo detto esplicitamente – ha continuato De Luca - La posizione della campania dunque è questa: bisogna andare a una trattativa stretta immediata con la Presidenza del Consiglio per verificare nel merito le ricadute del decreto Salvini, che sui comuni sono ricadute pesanti. Quelli che non vengono messi in ordine dal punto di vista amministrativo rimangono clandestini abbandonati per le strade. Siccome non siamo in grado di rimandarli nei paesi di origine abbiamo tanti sbandati per le strade – continua De Luca - E' evidente che questo rappresenta un problema. Allora per me la questione è andare a una trattativa col Governo per avere una proroga dei termini, tanto per cominciare”.

Per il presidente De Luca hanno sbagliato anche i sindaci. De Magistris, Orlando, quelli che insomma si sono ufficilamente “ribellati” ponendo la questione dell'accoglienza dei migranti come una priorità nazionale. De Luca si chiede come mai questi sindaci hanno deciso di porre adesso la questione.

“Hanno sbagliato perché il problema andava posto un minuto dopo l'approvazione della legge non quando è entrata in vigore, il 1 gennaio. C'era bisogno di aspettare due mesi per aprire il contenzioso con il Governo? Poi ci sono altre questioni che vanno valutate con attenzione. L'aumento delle risorse per gestire i beni confiscati alla camorra e possibilità di nuove assunzioni per le forze dell'ordine. Dunque attenzione a non fare regali ideologgizzando il problema, che ha sempre due facce – avverte De Luca - . Va benissimo che i colleghi abbiano fatto ricorso, noi abbiamo fatto ricorso su un'altra questione, la sanità, sulle competenze tra Stato e Regioni. E ci prepariamo a fare ricorso alla Consulta sul federalismo differenziato, che sono questioni vitali, non la legge sulla sicurezza. Perché se si prendono Lombardia e Veneto tutte le risorse fiscali che producono, il Sud è condannato a morte. Dunque con grande serenità apriamo un contenzioso con il governo su questioni concrete”.