Niente listone a sinistra, Dema rinuncia alle Europee

Il sindaco De Magistris annuncia che "non ci sono le condizioni per candidarsi"

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Per il momento non si sono create le alleanze giuste, per Dema sarebbe un vero salto nel buio

Napoli.  

Va bene lanciare il cuore oltre l'ostacolo, ma per il salto nel buio Dema non è ancora attrezzato. Alla fine gli arancioni non ci saranno alle prossime Europee. Il sindaco di Napoli interpellato sugli sviluppi del confronto interno al suo movimento ha dichiarato che non ci sono le condizioni per presentare la lista.

«Allo stato credo che sia molto difficile. Io sono stato molto chiaro da questo punto di vista – ha spiegato de Magistris - faccio il sindaco di Napoli a tempo pieno, sono una persona che ama la politica e lancia il cuore oltre l'ostacolo in modo anche generoso. Ho detto che se si creassero determinate condizioni, se si sciogliessero tutta una serie di nodi, se si creasse un processo entusiasmante, contagioso in positivo e coinvolgente che potessi guidare non solo io, ma anche io, allora avrei potuto prendere in considerazione non solo la lista, ma anche di candidarmi».

Le motivazioni che stanno dietro questa decisione potrebbero essere diverse. Non ultima quella relativa ai costi di una campagna che dovrebbe toccare almeno sei regioni nella circoscrizione meridionale. Costi che per un movimento come quello di Dema potrebbero rappresentare un grande ostacolo in assenza di contributi esterni o finanziatori.

Ma è probabilmente sulle alleanze che Dema ha registrato negli ultimi mesi le difficoltà più evidenti. Il progetto di una lista unitaria a sinistra del Pd non riesce ancora a decollare.

A dicembre, nel corso dell’iniziativa ‘Oltre le disuguaglianze‘ De Magistris parlava di una lista “capace di aprire un’alternativa al finto dualismo tra europeisti liberali e populisti sovranisti”, ma nello stesso tempo il sindaco voleva evitare un cartello elettorale con “tutti dentro” tipo Liberi e Uguali, che lui stesso definì “l’alleanza degli sfigati”. In questo scenario probabilmente Dema non ha trovato in Potere al Popolo quell'interlocutore che cercava, così come non lo ha trovato in Diem 25 di Varoufakis: l'esperienza greca dell'ex ministro delle finanze di Tsipras si è via via sgonfiata.

Mettersi alla testa di un listone come questo signica forse per De Magistris, più che un salto nel buio un vero e proprio suicidio politico. Anche perchè le Regionali del 2020 sono dietro l'angolo ed è lì che Dema può giocarsi tutte le carte con risultati probabilmente più soddisfacenti.