Fondi Europei, Manfredi: "Più autonomia e velocità ai Comuni"

Il presidente ANCI chiede all'Europa un rapporto diretto con le città per la gestione

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"Serve flessibilità contro le crisi"

Napoli.  

 

Meno burocrazia, più velocità e, soprattutto, un rapporto senza intermediari. È questo il cuore del messaggio lanciato oggi da Roma da Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, durante la presentazione ai Comuni dell’Agenda europea delle città. Manfredi ha tracciato una rotta chiara: per far sì che le risorse europee non restino incagliate nelle secche dei passaggi nazionali, serve una gestione diretta che permetta ai sindaci di rispondere in tempo reale ai cambiamenti di una società che corre sempre più veloce.

La sfida della flessibilità: dal Covid alla crisi climatica

Il nodo centrale non riguarda solo il "quanto" si riceve, ma il "come" e il "quando" le risorse diventano cantieri e servizi. Secondo il presidente dell'ANCI, il sistema di pianificazione attuale è troppo rigido per un mondo travolto da variabili imprevedibili. "Pensiamo a quello che è successo negli ultimi anni tra Covid, emergenza energetica, guerre e crisi climatica", ha osservato Manfredi incontrando la stampa. Eventi che, nel giro di pochissimo tempo, hanno stravolto le priorità delle amministrazioni locali, rendendo obsolete scelte fatte solo pochi mesi prima.

Per Manfredi, la capacità di adattare i piani in corsa è l'unico modo per garantire una "reale spendibilità" delle risorse. Non si tratta di improvvisazione, ma di dotare le città degli strumenti necessari per non farsi trovare impreparate davanti alle nuove emergenze sociali e ambientali. L’obiettivo dell’Agenda urbana è dunque duplice: fissare le priorità ma anche snellire le procedure per far arrivare i soldi a destinazione in tempi rapidi.

Un nuovo asse con l'Europa

Il lavoro di tessitura diplomatica sembra aver trovato sponde favorevoli a Bruxelles e nel governo nazionale. Manfredi ha espresso un ringraziamento esplicito al vicepresidente della Commissione UE, Raffaele Fitto, lodandone l'ascolto e la sensibilità verso il ruolo sempre più centrale dei centri urbani nelle politiche continentali. Le città non vogliono essere semplici terminali di decisioni prese altrove, ma protagoniste attive nella gestione della spesa.

Il pressing dei sindaci italiani punta a trasformare i Comuni in veri hub dell'innovazione europea. La partita si sposta ora sui tavoli tecnici, dove la richiesta di una "relazione diretta" tra Bruxelles e le metropoli dovrà tradursi in norme e regolamenti capaci di superare le storiche lungaggini della macchina amministrativa nazionale.