Il dibattito sulla riforma della magistratura entra nel vivo in Campania. Durante la conferenza stampa di presentazione del Comitato regionale per il "Sì" al referendum sulla giustizia, il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha ribadito con forza le ragioni del sostegno alla riforma, focalizzandosi su due pilastri: la separazione delle carriere e il superamento del sistema delle correnti nel CSM.
Il "giudice terzo" e la metafora dell'arbitro
Secondo Sisto, il cuore della riforma risiede nella necessità di garantire al cittadino un processo realmente equo, come previsto dall’articolo 111 della Costituzione. Per spiegare l'urgenza della separazione delle carriere tra magistratura inquirente (PM) e giudicante, il viceministro ha utilizzato una metafora sportiva:
"Avete mai visto un arbitro della stessa città di una delle due squadre che scende in campo? Il giudice deve essere diverso, un soggetto terzo e imparziale. Il cittadino si sente più tranquillo se sa che il giudice non è un 'parente' di chi lo accusa."
Il concetto espresso è chiaro: tra giudice e pubblico ministero non deve esserci un legame diverso rispetto a quello che intercorre tra giudice e avvocato difensore. Solo così la giustizia può essere percepita come equidistante e trasparente.
La critica al CSM e il peso delle correnti
L'altro fronte aperto riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura, definito da Sisto non più come un luogo di libera discussione, ma come un centro di potere condizionato dalle logiche correntizie.
Il viceministro ha sottolineato come la lottizzazione delle cariche rappresenti un rischio per l'intera società:
Meritocrazia vs Appartenenza: Nominare un procuratore della Repubblica basandosi sull'appartenenza a una corrente anziché sulle reali competenze è, secondo Sisto, un danno diretto ai cittadini e alla dignità degli stessi magistrati.
Libertà dei Magistrati: La riforma mira a restituire libertà ai consiglieri del CSM, affinché possano decidere senza l'influsso di pressioni esterne o schieramenti interni.
L'appello ai cittadini
In vista del voto, l'appello di Forza Italia ai cittadini campani è diretto. "Vuoi una giustizia migliore? Se sì, non può che votare sì", ha concluso il viceministro, ponendo l'accento sulla necessità di una trasformazione profonda del sistema per recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni giudiziarie.
E il vicesegretario regionale di Forza Italia Librandi ha aggiunto: " "Siamo qui per parlare di giustizia e di cittadini che ogni anno subiscono fino a mille casi di malagiustizia. Siamo intervenuti in Parlamento con una legge costituzionale che adesso andra' al vaglio del Referendum, in modo tale da correggere queste situazioni che fanno soffrire tanti italiani. La malagiustizia è quando purtroppo si arresta una persona e poi dopo la si libera, si chiede scusa e si pagano tanti soldi: 20 o 30 milioni l'anno. Noi cittadini dobbiamo tante volte subire la malagiustizia che sono errori dei magistrati e poi pagarne le conseguenze. Ogni anno ci sono mille persone che incappano in questo problema, quello di essere arrestati e poi magari liberati con un contributo, sicuramente, ma con la vita rovinata, ha aggiunto Lbrandi, dichiarando il suo obiettivo"
