Tensione a Bagnoli per l'America's Cup: attivisti bloccano di nuovo i camion

Manfredi tira dritto: "Sono piccoli gruppi"

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La Procura di Napoli avvia una task-force su appalti e rischi ambientali

Napoli.  

 

Mentre gli attivisti tornano a bloccare i camion diretti alla colmata, l'ombra di un'inchiesta a doppio binario incombe sul maxi-investimento da 150 milioni di euro previsto per l'America's Cup. Il clima nel quartiere è incandescente. Questa mattina, i manifestanti della rete "No America's Cup" hanno inscenato un nuovo sit-in per impedire il passaggio dei mezzi pesanti, chiedendo la sospensione immediata dei lavori in attesa del consiglio comunale monotematico del 3 marzo. "Le decisioni si prendono dopo l'ascolto dei cittadini e non prima. Qualsiasi passerella sul territorio senza blocco dei lavori non sarà accettata dalla cittadinanza", hanno urlato i manifestanti che sollecitano anche il blocco dei dragaggi "No alla Coppa vuol dire in realtà Sì: Sì alla spiaggia pubblica, al bosco, al mare disinquinato e accessibile a tutti, alla restituzione del territorio ai suoi abitanti", hanno aggiunto. 

La Procura schiera una task-force: fari su appalti e salute

Mentre la politica accelera, la magistratura alza il livello di guardia. Una task-force di sei magistrati, coordinata dai procuratori aggiunti Giuseppina Loreto e Antonio Ricci, sta monitorando ogni passaggio della riqualificazione. Le indagini si muovono su due fronti distinti:

Profilo Amministrativo: verifica della regolarità del maxi-appalto pubblico e delle procedure di affidamento.

Tutela Ambientale: accertamenti sui rischi per la salute pubblica legati al sollevamento di polveri e alla gestione dei materiali nocivi.

Nonostante i dati delle centraline Arpac risultino al momento entro i limiti, il monitoraggio resta costante, con il coinvolgimento di Carabinieri Forestali e Asl.

Manfredi tira dritto: "Sono piccoli gruppi"

Il sindaco e commissario straordinario, Gaetano Manfredi, è sicuro: "Siamo assolutamente sereni", ha dichiarato ai microfoni di Radio 24, minimizzando la portata delle proteste e definendole espressione di "piccoli gruppi" che si oppongono storicamente a ogni intervento nell'area. Per Palazzo San Giacomo, il progetto di bonifica è blindato dalle approvazioni degli organi competenti e rappresenta un'occasione imperdibile per il rilancio di Napoli.

La frattura tra l'amministrazione e una parte della società civile è però evidente. Alle Assise di Palazzo Marigliano, figure storiche come l'ex sindaco Antonio Bassolino hanno lanciato un monito severo: "Bagnoli è Napoli. Serve partecipazione democratica, non passerelle". Le critiche sollevate da esperti, geochimici come Benedetto De Vivo e urbanisti riguardano la natura delle opere: il timore è che interventi presentati come temporanei per l'evento sportivo possano trasformarsi in "sfregi permanenti" sulla linea di costa, precludendo definitivamente la creazione del grande parco pubblico e della spiaggia libera.

Verso il 3 marzo: una data cruciale

La tensione è ora tutta rivolta al consiglio comunale che si terrà nel quartiere. Sarà quello il momento della verità: la cittadinanza chiede risposte sulla trasparenza delle bonifiche e sulla reale rimozione della colmata, mentre il Comune cerca di blindare un cronoprogramma che non ammette ritardi in vista della competizione velica internazionale.