Caos acqua in Campania, Fico denuncia: "Debiti incredibili, è una vergogna"

Roberto Fico annuncia il ritiro del bando per l’adduzione occidentale in Campania

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"Debiti vergognosi, serve una gestione 100% pubblica"

Napoli.  

Una scure si abbatte sulla gestione delle risorse idriche in Campania. Il Presidente della Regione, Roberto Fico, ha rotto il silenzio su una delle ferite più profonde del territorio: il buco nero finanziario che attanaglia diverse aree della regione. "Esistono debiti incredibili ed è una vergogna assoluta", ha dichiarato con fermezza durante l’evento "Agenda Sud 2030", tenutosi a Napoli presso la Fondazione Merita, in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e Intesa Sanpaolo. L’intervento di Fico non è stato solo una denuncia morale, ma un preciso atto di indirizzo politico. Al centro della contesa c’è la Grande Adduzione Occidentale, l'infrastruttura vitale che garantisce l'approvvigionamento idrico a milioni di cittadini.

Il dietrofront: ritirato il bando per i soci privati

La notizia politica di rilievo è il ritiro formale del bando che avrebbe dovuto aprire le porte a un partner privato nella gestione dell’adduzione. Una mossa che Fico rivendica come un ritorno alla volontà popolare espressa oltre dieci anni fa. "Dobbiamo raggiungere l’autonomia idrica attraverso una gestione totalmente pubblica. Non è possibile che su quel sistema possa esserci un socio privato. Questa scelta segue la filosofia del referendum del 2011", ha ribadito il Governatore.

L’obiettivo dichiarato è riportare la "regia" nelle mani della Regione Campania, individuando un modello di società pubblica che sia, però, dotata di una struttura industriale solida. La sfida non è solo ideologica, ma gestionale: Fico ha ammesso che per risanare i conti e ammodernare le reti servono "grandi capacità amministrative e un vero piano industriale".

L’ombra dei debiti e il nodo PNRR

Sebbene il Presidente non abbia indicato nel dettaglio quali siano le aree o gli enti responsabili dei "debiti incredibili", il riferimento sembra puntare ai consorzi e alle società partecipate che negli anni hanno accumulato passività pesanti, spesso scaricate sulla collettività in termini di inefficienze e tariffe. In un Mezzogiorno che guarda al post-PNRR come l'ultima chiamata per la modernizzazione, il caso Campania diventa un test nazionale. La gestione pubblica dell'acqua, per essere efficace, dovrà dimostrare di saper superare le logiche clientelari che in passato hanno generato quegli stessi debiti definiti oggi "vergognosi".

La Regione è ora chiamata a presentare in tempi brevi il nuovo assetto societario per la Grande Adduzione Occidentale. La missione è doppia:

Garantire la trasparenza dei conti e avviare il risanamento delle aree in rosso. Assicurare l'efficienza del servizio, evitando che il dogma del "pubblico" si trasformi in una nuova stagione di immobilismo amministrativo. La battaglia per l'oro blu in Campania è appena ricominciata. Se da un lato la politica chiude le porte ai privati, dall'altro si assume la responsabilità totale di una gestione che non potrà più ammettere "vergogne" o buchi di bilancio.