L’America’s Cup di vela del 2027 è all’orizzonte, ma Napoli rischia di farsi trovare impreparata alla sfida del mare. Il grido d’allarme arriva dal quartier generale di Forza Italia, che questa mattina ha riunito nella sala Nugnes del Consiglio comunale vertici nazionali e locali per accendere i riflettori su un paradosso tutto partenopeo: una domanda di nautica da diporto altissima a fronte di infrastrutture carenti e frammentate.
I numeri del deficit: 60mila barche per 17mila posti
I dati snocciolati dal sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante, sono impietosi: "A fronte di circa 60mila imbarcazioni, tra immatricolate e non, la città dispone di soli 17mila posti barca. È un deficit che ci chiama alla responsabilità". La proposta del partito è chiara: l'istituzione immediata di un Tavolo tecnico sull’economia del mare e di un Osservatorio permanente per mappare gli approdi e combattere il mercato nero degli ormeggi, garantendo legalità e trasparenza in un settore troppo spesso "poco normato".
Obiettivo Bagnoli: la grande occasione
Il documento prodotto da Forza Italia, che sarà sottoposto all'attenzione del sindaco Gaetano Manfredi, punta dritto all'Area Ovest. Secondo Iris Savastano, capogruppo in Consiglio comunale, è lì che si gioca la partita della crescita: "Serve un gruppo di lavoro interdisciplinare su Bagnoli. L'America's Cup è una opportunità d'oro che va colta per sbloccare la paralisi causata dalla frammentazione dei soggetti decisori".
Dello stesso avviso il vicesegretario regionale Gianfranco Librandi, che non ha risparmiato stoccate politiche: "Se faremo i posti barca, creeremo migliaia di posti di lavoro. Ci vogliono investimenti e coraggio: noi abbiamo i progetti e gli investitori, chiediamo alla sinistra di lavorare insieme per il bene della città".
Nautica come industria, non come lusso
La conferenza ha visto anche il contributo tecnico di esperti come il docente della Federico II Pasquale Perrone Filardi, l'architetto Francesco Baratta e Francesco Luise (Luise Group), a sottolineare come il settore non sia un vezzo elitario. "Parliamo di una filiera industriale da 28 miliardi di euro e 157mila lavoratori" ha ricordato Savastano.
L'obiettivo finale, ribadito dal vicepresidente del Consiglio Salvatore Guangi e dai vertici del partito, è trasformare quello che oggi è un problema strutturale nella risorsa economica più importante di Napoli, restituendo lustro alla città proprio mentre i riflettori del mondo della vela si preparano a puntare sul Golfo.
