Campi Flegrei, emendamenti bocciati: "Pronti a portare i bus a Roma"

Dura reazione dal territorio, il sindaco di Pozzuoli: "Andremo a chiedere conto al Governo"

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Pozzuoli.  

"Il governo ha tradito i suoi cittadini". È durissimo l'affondo che arriva dal territorio flegreo dopo la decisione della Camera dei Deputati di bocciare in blocco tutti gli emendamenti presentati per l'emergenza bradisismo, compresi quelli avanzati dalla stessa maggioranza. Una chiusura totale che rischia di fare da detonatore a una nuova e infuocata stagione di proteste istituzionali e di piazza.

La rottura istituzionale e la rabbia dei sindaci

A pesare come un macigno è il fallimento di mesi di interlocuzioni istituzionali. Tavoli tecnici, vertici in Prefettura e incontri periodici sembrano essere svaniti di fronte al voto di Roma. "Per settimane ci hanno rassicurato che la nostra voce sarebbe stata ascoltata", si legge nella nota che denuncia la distanza siderale tra le promesse fatte all'indomani dello sciame sismico del 31 luglio e la realtà dei fatti parlamentari.

Nel mirino finisce anche l'assenza di risposte strutturali da parte dell'esecutivo nazionale, a due anni dalla nomina di un Commissario straordinario i cui interventi non avrebbero, secondo gli amministratori locali, inciso come promesso sulla messa in sicurezza del territorio.

"Pronti a tutto: pronti i bus per Roma"

Il fronte flegreo ora avverte che non intende indietreggiare di un solo passo. L'accusa mossa al Governo è quella di voler rendere "trasparente" una comunità di centinaia di migliaia di persone, condannandola all'inerzia.

La mobilitazione, qualora non dovessero arrivare segnali di inversione di rotta dai palazzi romani, è già pianificata nei dettagli operativi. L'avvertimento è chiaro: "I bus sono pronti, andremo insieme a Roma a chiedere risposte. I nostri concittadini non meritano più promesse che non possono essere mantenute". La tensione sale, e la palla passa adesso nuovamente al Parlamento.