Il comitato torna all'attacco: "Chiudere le Fonderie Pisano"

Il presidente Forte cita alcuni studi scientifici che mettono in relazione polveri sottili e virus

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Salerno.  

Il ruolo delle polveri sottili e la diffusione del coronavirus. Argomento dibattuto e sotto indagine, con l'obiettivo di trovare una correlazione certa dal punto di vista scientifico. In ogni caso, il comitato "Salute e vita" torna all'attacco e in una missiva indirizzata ai sindaci di Salerno, Pellezzano e Baronissi, al premier Conte e al presidente regionale De Luca chiede nuovamente lo stop alle attività delle fonderie Pisano.

"E' necessario ridurre al minimo le emissioni. Ciò purtroppo non accade a Salerno, dove invece, nonostante le numerose segnalazioni e la nostra precedente comunicazione, perdurano indisturbate le attività della fonderia, con emissione di odori soffocanti e dove nelle varie zone della città in diversi momenti della giornata sono investite da puzza e polveri - l'atto d'accusa del presidente Lorenzo Forte -. Ribadiamo oggi con ancor maggiore fermezza il nostro pieno dissenso all’opportunità di lasciare aperta in piena emergenza Coronavirus l'attività della proprietà Pisano, che non è essenziale".

Non solo. "Auspichiamo inoltre che in questi giorni in cui il traffico veicolare è praticamente ininfluente, mentre le fonderie lavorano, vengano rilevate le polveri sottili presenti in atmosfera da tutte le centraline disponibili sul territorio salernitano. Questo allo scopo di rendere possibile un confronto a traffico fermo dei livelli d'inquinamento nei vari quartieri della città. Annunciamo già da ora iniziative legali se tali dati non  saranno resi disponibili.  Ci appelliamo infine a tutte le autorità affinchè nei rispettivi ambiti di competenza vigilino sull'operato della proprietà Pisano e accertino il rispetto delle norme ambientali e di sicurezza sul lavoro. Chiediamo inoltre con forza un provvedimento d’immediata chiusura delle Fonderie Pisano sia per ridurre le emissioni, sia per non esporre gli operai e la la comunità al contagio", conclude la missiva del presidente Lorenzo Forte.