Il comitato torna all'attacco: "Chiudere la Fonderia Pisano"

L'appello al primo cittadino di Salerno, Vincenzo Napoli e al Governatore Vincenzo De Luca

il comitato torna all attacco chiudere la fonderia pisano
Salerno.  

Ci vuole vedere chiaro il comitato Salute e Vita sulla chiusura della Fonderia Pisano in seguito al Decreto emesso lo scorso 22 marzo che prevede la sospensione momentanea per alcune fabbriche. 

"Il Comitato e l’Associazione “Salute e Vita”, in seguito al decreto del 22 marzo scorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sulla chiusura fino al prossimo 3 aprile delle fabbriche del Paese, “ad eccezione di quelle strategiche” per affrontare l’emergenza sanitaria in atto, chiedono alle Istituzioni in oggetto, responsabili della salute pubblica e della pubblica sicurezza, di sapere ufficialmente se, come supponiamo dopo la lettura del decreto, le Fonderie Pisano sono state chiuse, considerando che nell'elenco, le acciaierie e gli opifici che fondono ferro, non sono inclusi nelle fabbriche che producono beni primari.

Ci sono giunte numerose segnalazioni - si legge nella nota -  nei giorni successivi al decreto, che evidenziavano che la fabbrica era aperta e gli operai erano in attività con lo spostamento di materiali e mezzi negli spazi esterni dei capannoni, facendo intendere una normale attività, pertanto teoricamente esposti al contagio. Stessa situazione si sta verificando anche stamattina, addirittura con immissione di strani fumi in atmosfera come da foto. Siamo indignati perché non vi è alcun dubbio sulla non essenzialità delle produzioni delle Fonderie Pisano. Chiediamo inoltre di sapere se hanno inviato richiesta al Prefetto dichiarandosi attività produttrice di beni essenziali, prendendo in tal modo ulteriormente tempo, in quanto la normativa prevede che, finché il Prefetto non risponde, le attività possono restare aperte". 

Poi l'appello al primo cittadino Vincenzo Napoli da parte del Comitato che chiede la chiusura: "Se l’opificio è ancora in attività, ci appelliamo all’articolo 32 della Costituzione,e chiediamo al sindaco e al Presidente della Regione Campania un'ordinanza di immediata chiusura. Pertanto, se le Fonderie Pisano continueranno  la loro attività invieremo anche la documentazione in oggetto alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, in aggiunta al ricorso già presentato, denunciando tale atto di irresponsabilità da parte delle Istituzioni locali e nazionale, che continuerebbero  un vero e proprio attentato alla salute pubblica degli abitanti della Valle dell'Irno".