La laurea al tempo del Covid-19

VIDEO | Un'esperienza unica per circa 50 studenti dell'Università degli Studi di Salerno

la laurea al tempo del covid 19
Salerno.  

La laurea al tempo del Covid-19 è una piattaforma in streaming: Microsoft teams. Un gruppo di persone aggiunte 5 giorni prima del grande giorno. Alcuni nel vestito migliore, altri in tenuta da “casa”. La freddezza, che solo la tecnologia può dare, è la vera protagonista. La laurea al tempo del Covid-19 è così: semplice, surreale, quasi non veritiera.

“Non so, non mi sembra vero, non la sto prendendo sul serio”. Mi dice Stefano, giovane laureando che da ieri alle 16 circa, è diventato dottore in Scienze della Comunicazione. Tutti pronti, magistrale e triennale insieme. L’appuntamento è alle 14.30 sulla piattaforma. In attesa di quei 5 minuti di “gloria”.

E’ inutile negarlo. Nel momento esatto in cui ci si iscrive all’Università, dal primo giorno in cui si entra in aula e al primo esame superato, il pensiero automaticamente ci conduce ad un solo ed unico momento. Quel giorno lì, quando finalmente indosseremo il vestito più bello e raggiungeremo quel traguardo. Il giorno in cui amici e parenti saranno dietro di te, fieri, pronti ad esultare e festeggiare.

E’ inutile negarlo, ad ogni esame superato c’è uno scalino in meno verso la proclamazione. Si lascia metaforicamente il mondo “ovattato” di mamma e papà e si entra nella realtà del lavoro, quella cruda, difficile, dove a contare sono solo le tue abilità.

Se mi avessero detto che mi sarei laureata in casa mia - magari anche in pigiama perché tanto non ti vedono - e dinanzi allo schermo di un computer, non ci avrei mai creduto. Eppure eccomi qui, niente parrucchiera ed estetista. Io che sono sempre stata una frana con il trucco e con le acconciature, io che oggi ho delle doppie punte incredibili.

Eccola qua la laurea al tempo del Covid-19. Marzo, anno 2020, sono più di 50 i laureandi all’Università degli Studi di Salerno pronti a realizzare quel grande passo, in maniera singolare e diversa ma unica nel suo genere. E’ la prima volta, infatti, nella storia del campus che studenti e docenti vivono un’esperienza simile.

Che poi la vita non è mai come te la immagini, non è sempre come l’avevi programmata. E quindi oggi ho indossato i jeans - come quando Bettino Craxi tentò di andare dal Presidente della Repubblica in jeans e fu rimando indietro 5 minuti dopo -  mi sono seduta lì, al solito posto, dove ogni giorno uso le parole per scrivere e per lavorare. In quei minuti di attesa, ci sono tre, quattro, cinque o sei anni di studi. Cinque minuti in teleconferenza che non varranno mai il tempo dedicato agli esami.

Non sono Craxi e non siamo negli anni Ottanta. Solo una cosa ci accomuna: lo scoppio di una pandemia. In quegli anni c'era l'Aids, oggi c'è il Coronavirus.

La laurea al tempo del Covid-19 non è scandita dall’ansia, dalla preoccupazione e dall’ultima sensazione che ti prende allo stomaco come prima di sederti dinanzi al professore e raccontare tutto quello che avevi studiato settimane e mesi prima. La laurea al tempo del Covid 19 è surreale, come tutto in questo periodo. Siamo abituati al vestito migliore, eppure oggi, saremo comunque tutti proclamati "dottori", in pigiama ma pur sempre dottori.