“Spiace dover constatare che nemmeno l’emergenza sanitaria fa cambiare la linea di azione da parte dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Salerno - afferma Pietro Antonacchio segretario della Cisl Fp di Salerno - incartata all’interno di un burocratismo incerto e penalizzante per molti lavoratori che hanno diritto alla stabilizzazione avendo maturato i requisiti della legge Madia e paradossalmente avendoli maturati all’interno dello stesso ente per la qual cosa bisognerebbe solo guardare i fascicoli e trasformare i contratti.
Nonostante un sollecito inoltrato in data 10 aprile 2020 e quindi a quasi 10 giorni, siamo al paradosso logico storico di quanti continuano a mortificare i lavoratori precari - continua Antonacchio - ammantandosi di legittimità pseudo procedurale che mostra la stasi amministrativa e la totale mancanza di buon senso. Inoltre cosa ancora più grave è data dal fatto che alcuni sono anche vincitori di concorsi e chiamati da altre amministrazione del Nord Italia e pertanto una lungaggine ulteriore oltre a far perdere un diritto chiaro ed inequivocabile, costringe costoro a dover emigrare poiché la propria azienda non sa trattenere i giovani che hanno lavorato per oltre tre anni presso l’ente salernitano.
Inoltre bisogna dover con rammarico constatare che alcuni lavoratori assunti per l’emergenza COVID-19 con contratti a tempo determinato benchè chiamati da altre aziende si vedono negata la possibilità di essere stabilizzati con l’utilizzo delle graduatorie di altre aziende da cui sono stati reclutati per contratti a tempo indeterminato per una motivazione fantasiosa e banale ovvero che non rientrano nel fabbisogno della dotazione organica in quanto reclutati per situazione particolare ed emergenziale. Oltre a dove sottolineare che la presunta carenza d’organico è stata analizzata nel 2016 e pertanto non coincidente con quella attuale, ma bisogna ricordare che tutti i nuovi operatori che si sono lanciati in questa sfida hanno mostrato coraggio ed attaccamento alla loro terra. E come spesso accade, nel mentre li chiamano eroi non si fa nulla per valorizzare il loro impegno. Ed è sempre così - conclude il segretario Cisl Fp Pietro Antonacchio - Ogni eroe viene encomiato per poi dimenticarselo il giorno dopo, anche se in questo caso oltre non rammentarsi il coraggio mostrato, lo si sacrifica sull’altare della cinica burocrazia. Siamo veramente alla frutta".
