Turismo e sicurezza. Questi i temi che accomunano quattro comuni della provincia di Salerno: Agropoli, Vietri sul Mare, Positano e Paestum. Dalla Costiera Amalfitana a quella Cilentana, il pensiero si discosta di poco: rilanciare l'economia con un occhio sempre vigile alla sicurezza.
"Vietri sul Mare è una città sicura". E' il messaggio dell'amministrazione De Simone. Termoscanner agli ingressi in città, apertura del cimitero, delle fabbriche di ceramica, degli spazi pubblici e delle piazze, introducento più controlli. La sicurezza è il tema anche del primo cittadino di Agropoli Adamo Coppola che, invece, cerca di puntare sulla fiducia dei concittadini sulla linea del messaggio: "Riviviamo Agropoli, con sicurezza".
Fase 2 e sicurezza: l'intervento dei sindaci. "Ci saranno in strada più volontari della protezione civile, vigili e carabinieri. La vera sfida sarà gestire e controllare quanti inizieranno a scendere per andare a trovare un congiunto o un affetto stabile. Stiamo cercando di capire come gestire al meglio questo tipo di spostamento, di allentare le msiure per la ristorazione, per il turismo e anche per garantire l'apertura degli stabilimenti balneari".
Ci racconta il sindaco Giovanni De Simone: sono 87 le attività di ristorazione che hanno deciso di non aprire da lunedì, solo 3 hanno deciso di dedicarsi all'asporto. In settimana, anche a Vietri, simbolicamente, c'è stata la consegna delle chiavi al primo cittadino, per chiedere un aiuto in una situazione di emergenza, oramai, diventata economica.
"Abbiamo deciso di concedere passeggiate in libertà per i minori sotto i 16 anni, i bambini sono stati spesso dimenticati. Da domani per chiunque entrerà in città sarà misurata la febbre con termoscanner. Ieri abbiamo fatto 200 tamponi a tappeto sulla maggior parte dei cittadini e siamo in attesa dei risultati. Ad oggi abbiamo 9 guariti in città. Bisogna studiare, informarsi e andare avanti a piccoli passi". Queste le misure che saranno messe in campo da domani a Vietri.
Situazione leggermente diversa, invece, ad Agropoli dove il primo cittadino Adamo Coppola, punta sulla fiducia dei cittadini: "Si inizia a parlare di una ripartenza. Il 4 maggio non è un liberi tutti ma un inizio, sperando di riuscendo ad ottenere condizioni migliori a giugno. Bisogna fare le cose con intelligenza, senza creare assembramenti. Personalmente avrei già messo alla prova le attività commerciali, ma queste sono scelte che possono portare ad un ritorno dei contagio. Via libera alla manutenzione, rimessaggio e consegna delle imbarcazioni al Porto di Agropoli".
Per quanto riguarda le seconde case "sarà concesso solo per situazioni di estrame urgenza e non per piacere personale. Non dobbiamo perdere anche l'estate, dobbiamo dimostrare di aver imparato la lezione. Riviamo Agropoli". Conclude Coppola.
Crisi del banqueting e ipotesi di ripartenza per gli albergatori. Non c'è ancora una data ma solo tanta voglia di ritornare a lavoro. Tra i settori ancora in attesa di disposizioni chiare, c'è quello del banqueting. Le strutture ricettive, gli alberghi, secondo l'ultimo Dpcm, potranno iniziare sanificando i locali, ma c'è chi sta pensando ad ipotesi concrete per andare avanti e, in qualche modo, superare il 2020. Tra queste c'è l'accoglienza sicura, seguendo il modello di Confindustria e con la gestione dei check-in tramite applicazione su smartphone, evitando quanti più contatti al desk, ma anche la possibilità di ripartire a "scaglioni".
"Limitare gli incontri, gestire le procedure di accoglienza per gruppi interfacciandosi solo con un portavoce. Stiamo lavorando per la segnaletica da applicare per garantire il distanziamento sociale e siamo in attesa di capire come gestire tutti i nostri dipendenti e quali norme sanitarie seguire. Il back office sarà la vera sfida", ci racconta Salvatore Pagano, proprietario del Savoy Beach Hotel di Paestum.
Nonostante la zona di Paestum sia rinomata per il banqueting ci sono, però, ancora troppi punti interrogativi in merito, una delle ipotesi idealizzate da Salvatore e da altri gestori è la riapertura a scaglioni. "Siamo tutti fermi e cerchiamo di ipotizzare una ripartenza. Con la riapertura a step vogliamo iniziare ad organizzare eventi limitando le persone presenti: fino a luglio con un massimo 100 invitati, fino a settembre con 200 invitati e dal 1 ottobre in poi, aumentare il numero degli ospiti, anche in base a quello che accadrà. Sarebbe un'idea utile quanto meno per non bloccare totalmente il settore".
Sulle idee e possibilità da mettere in campo tira il "freno" il presidente di Federalberghi Salerno, nonchè proprietario dell'Hotel Tritone di Praiano, Giuseppe Gagliano: "Viviamo una situazione di incertezza profonda, non ci sono linee guida e quindi strade da seguire. Continuiamo a seguire, in maniera forse più rigida, quello che è già il nostro protocollo di Federalberghi. E' difficile non poter dare risposte certe. Ci sono almeno 400 famiglie che negli anni hanno lavorato per potare in alto il nome delle strutture e non vorrei i sacrifici fatti siano stati vani". Si terrà domani, un meeting di Confindustria proprio per affrontare questi temi legati al futuo del settore turistico e delle strutture ricettive.
"L'obiettivo è quello di rendere sostenibile le nostre imprese. Sono più di 15mila i dipendenti a rischio. Non vogliamo guadagnare quest'anno ma il nostro settore deve andare avanti. C'è chi sta pensando di ripartire in maniera ridotta, già da giugno o luglio. Dobbiamo cercare di trovare un'unica strada". Ha concluso il Presidente di Federalberghi Salerno.
