La stessa piazza a distanza di due mesi vista attraverso gli scatti di Valerio Altobello, fotografo salernitano, che ha voluto raccontare il passaggio di testimone tra le due fasi di questa lunga convivenza con il nemico Covid, soffermandosi su come una sorta di “isolamento” sia rimasto, nonostante dai balconi si sia tornati a salutarsi per strada.
“Tra la fase uno e la fase due sono cambiate molte cose, ma non la solitudine. Prima ti ritrovavi da solo in strada mentre andavi a fare la spesa e poco altro. Con la fase due c’e`, invece, quella che io chiamo “solitudine sociale”, forse anche peggio della prima - racconta Valerio - Quasi un’evoluzione della stessa, in un contesto nel quale la piazza, invece, e` sempre stata sinonimo di scambio di idee, interazione e rapporti..” spiega il giovane fotografo.
Soli, nonostante ci siano persone intorno. Un “nuovo” pericolo che ancora una volta sembrerebbe colpire soprattutto i più anziani. Se da un lato c’è chi freme dal voler recuperare attimi di vita condivisa forzatamente negati, c'è anche chi, dopo esser stati così tanto distanti, allontana ancor di più lo sconosciuto. Le mascherine che dobbiamo indossare coprono i sorrisi e tante emozioni, ma da fotografo Valerio è abituato a cogliere i più sottili lineamenti ed espressioni:
“Ho visto passanti cambiare strada, ho visto gli occhi impauriti della gente quando, in fila, non veniva rispetta la distanza di sicurezza. Altri sono arrivati ad aggredire verbalmente, alimentando ancor di piu` la paura e, di conseguenza, portando tante persone ad isolarsi piu` di quando non facessero prima. E poi c’era chi per strada cercava uno sguardo amico, o magari una chiacchiera con qualcuno. Molti smarriti, che per sfuggire dalla solitudine hanno persino deciso di adottare un cane” conclude Valerio.
Le sue foto raccontano piazze che si ripopolano, ma solo a livello fisico. Persone che tornano per strada tralasciando quel vasto universo di rapporti sociali, già fortemente a rischio estinzione, che questa quarantena sembrerebbe aver semplicemente contribuito a far dimenticare.
