Spiagge libere: "Sono gratuite, non un un euro in più"

La protesta dei giovani di Potere al Popolo Salerno

spiagge libere sono gratuite non un un euro in piu
Salerno.  

"Non un euro in più per l’accesso alle spiagge, né un chilometro di litorale pubblico in meno a vantaggio degli stabilimenti in una regione in cui il processo di privatizzazione ha sottratto alla popolazione già il 67% delle coste sabbiose". Così Potere al Popolo Salerno attacca quanti in queste settimane hanno deciso di predisporre un pagamento di entrata per le spiagge libere. Caso eclatante quello di Positano dove l'ingresso a chi non è residente costa 10 euro al giorno. I giovani del partito, in questi giorni, hanno rilevato alcuni abusi e da allora le segnalazioni continuano ad arrivare.

"Ecco perché abbiamo deciso di dare il via ad una nuova campagna grazie all’azione di controllo popolare sui litorali. Dichiariamo da subito che non siamo disposti a pagare per accedere alle spiagge libere, che si tratti di 1 euro o di 50 centesimi. Ma abbiamo bisogno degli occhi di tutti/e per poter avere una mappatura completa di ciò che sta accadendo e per poter organizzare mobilitazioni e passare alle denunce". Dichiarano i giovani di Potere al Popolo.

La Regione Campania, attraverso l’ordinanza numero 56 a firma del presidente Vincenzo De Luca, ha deciso di lasciare mano libera ai Comuni sulla gestione e regolamentazione degli accessi alle spiagge libere, in ottemperanza alle normative anti-Covid.

"Questa scelta politica sta generando enorme confusione e sta penalizzando le fasce popolari che hanno maggiori difficoltà economiche.Tutte le persone che aspettano il fine settimana per potersi rilassare e fare un bagno, devono affrontare prove titaniche: prenotazioni da fare in anticipo; turnazioni orarie da rispettare; accesso regolato sui mezzi di trasporto pubblico che incentiva l'utilizzo di mezzi privati e file chilometriche da dover affrontare a causa dei numerosi cantieri aperti sul tratto autostradale dell'A3". Continuano, "Questa è l'estate appena iniziata e può già definirsi un inferno! Se a questo quadro aggiungiamo che i Comuni stanno affidando ai lidi privati anche porzioni di spiagge libere, in cambio della promessa di provvedere alla loro pulizia e sanificazione, e che questi costi ricadono impropriamente sui bagnanti, è evidente che stiamo assistendo alla violazione del diritto di accedere liberamente ai litorali. Andare a mare è un diritto di tutti".