Goletta Verde e Legambiente, i dati delle acque della Campania: su 31 punti monitorati sulla costa, quasi la metà supera i limiti di legge. Dei 14 punti critici, 10 sono fortemente inquinati e 4 inquinati. Anche quest'anno, quindi, si registrano livelli di inquinamento da record. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. Punti inquinati troppo e da troppo tempo, al punto da esser definiti “Malati cronici” dal presidente regionale di legambiente Campania, Mariateresa Imparato. In provincia di Salerno, le criticità rilevate appartengono ancora una volta alla foce del fiume Irno, al fiume Sarno, e alla foce del torrente Asa a Pontecagnano, giudicati “fortemente inquinati” per l’undicesimo anno. La provincia è, tra quelle analizzate, quella in cui sono stati riscontrati maggior punti "fortemente inquinati" con 5 luoghi critici. Segue Napoli con 4 e Caserta con 1. Una fotografia già vista, che i tecnici e volontari di Goletta Verde tornano a raccontare chiedendo, anche, un intervento importante.
Nel dettaglio in provincia di Salerno sono stati monitorati 13 punti. 5 di questi sono stati etichettati come fortemente inquinati, 3 inquinati. Tra i punti maggiormente critici ci sono la foce del torrente Dragone nel comune di Strani, il punto alla foce del fiume Irno sul lungomare Tafuri di Salerno, il punto alla foce del fiume Picentino fra Salerno e Pontecagnano, il punto alla foce del torrente Asa sul lungomare Magazzeno a Pontecagnano e il punto alla foce del canale di scarico alla Marina di Eboli. Fra i punti inquinati ritroviamo la foce del fiume Tusciano tra Pontecagnano e Battipaglia, la foce del rio su via Posidonia in località Laura nel comune di Capaccio Paestum e il punto alla foce del fiume Solforose fra i comuni di Capaccio e Agropoli.
In provincia di Caserta, su 5 punti analizzati, uno è risultato fortemente inquinato. Si tratta del punto alla foce del fiume Savone nel comune di Mondragone. L'altro punto ad esser risultato inquinato è il punto a mare di fronte la foce dei Regi Lagni.
Nell'area metropolitana di Napoli sono stati attenzionati 13 punti, 4 di questi quelli maggiormente inquinati: il punto alla foce del canale Licola, nel comune di Pozzuoli, il pezzo di spiaggia vicino la foce dell'Alveo Volla in località San Giovanni a Teduccio, il punto di spiaggia sul lungomare Marconi di Torre Annunziata e il punto alla foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.
Gli altri punti esaminati all'interno delle vari comuni rientrano nei limiti. In particolare, i parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e vengono considerati "inquinati" i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione, vengono considerati "fortemente inquinati" quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.
La presidente regionale di legambiente Campania, Mariateresa Imparato ha dichiarato: "Quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, deve diventare un tema prioritario nell'agenta della politica regionale in vista della tornata elettorale di settembre. Al di là di annunci e inaugurazioni è ora che la regione Campania metta in atto al più presto un'adeguata ed efficate azione di prevenzione, piuttosto che attendere i conclamarsi delle varie crisi che puntualmente colpiscono il territorio come l'emergenza sul fronte della depurazione."
