Ventiquattro cittadini salernitani, ancora una volta, con il piede di guerra contro l'autorizzazione per la realizzazione di un parco giochi nella storica piazza Alario, a Salerno. Lo scorso 28 luglio, diversi cittadini salernitani scrissero al Soprindentente beni culturali e al procuratore della Repubblica di Salerno una nota, nella quale si richiede il riesame dell’autorizzazione concessa al Comune di Salerno per la realizzazione dell’area parco giochi che occuperà quasi tutta la piazza, stravolgendola.
Questa mattina, i cittadini ripropongono con una nota al Soprintendente "di procedere immediatamente all’annullamento in autotutela della autorizzazione ex art. 21 d.lgs n. 42/2004 del 5.9.2019 prot. 19330 e ne evidenziano il carattere di estrema urgenza ai fini della salvaguardia di un bene al quale il Ministero ha assicurato la massima tutela ai fini culturali e ambientali".
Una seconda nota nata il 7 agosto, quando il Comune di Salerno ha pubblicato il bando di gara per la realizzazione del parco giochi in piazza Alario.
"I sottoscritti osservano che il Comune di Salerno ha pubblicato l’esito della gara di appalto e della intervenuta aggiudicazione dei lavori ad una impresa che ha proposto il ribasso del 37,721% offrendo l’importo di € 85.511,69 rispetto ai 136.000 di base. Un ‘ribasso’ molto ‘elevato’che potrebbe condizionare la qualità dell’opera. Tuttavia, dalla lettura della documentazione sono emersi elementi meritevoli di ulteriore riflessione.
In primo luogo, i sottoscritti sottolineano che l’art. 22 del Decreto n. 154 del 22/08/17 del Ministero dei Beni Culturali, richiamando le linee guida Anac sui servizi di architettura e ingegneria, attribuisce, di fatto, la competenza progettuale per gli immobili sottoposti a vincoli ai laureati in architettura o a soggetti muniti di laurea equipollente che consenta l'iscrizione all'Albo degli Architetti, Sezione A, ovvero ad altri professionisti specializzati. Precise disposizioni, poi, sono dettate anche per la Direzione Lavori e per l’organo di Collaudo. Ora sembra che il progetto della Piazza sia stato predisposto dagli Uffici Comunali e firmato da tecnici, qualificati come Geometri, non dotati dei requisiti richiesti. Se fosse, la progettazione non sarebbe conforme alla Legge. E neppure sarebbe conforme alla Legge, salvo errore, la nomina del RUP che, nella documentazione del Comune, viene qualificato come Laureato in Geologia. Infine, i sottoscritti rappresentano che il richiamato Decreto prescrive idoneità amministrative, organizzative e tecniche a carico delle imprese aggiudicatarie. In particolare, a parte le previsioni riguardanti l’oggetto sociale e la presenza di specifiche categorie ATECO, l’art. 13 dispone l’affidamento della Direzione Tecnica a professionisti con almeno due anni di esperienza nei beni culturali, dotati di Laurea magistrale in Architettura e iscrizione all’Albo professionale - Sezione A, o di Laurea magistrale in conservazione dei beni culturali". Si legge nella nota.
Questi i motivi che hanno spinto i 24 cittadini a richiedere al Soprintendente l’annullamento in autotutela della autorizzazione.
