Foto in carcere con il fratello, rabbia e indignazione: «Serve la linea dura»

Il Sindacato di Polizia Penitenziaria: «Situazione allarmante». Odierna: «Andremo fino in fondo»

foto in carcere con il fratello rabbia e indignazione serve la linea dura
Salerno.  

Ha sollevato un coro di indignazione e rabbia l’episodio legato alla presunta foto con il fratello scattata in carcere da Andrea Sirica, il 35enne arrestato per l’omicidio di Gaetano Russo. Un episodio condannato fermamente anche dal Sindacato di Polizia Penitenziaria. «Al “Carcere spettacolo” con filmati girati nelle celle e trasmessi su TikTok e sui social, adesso si aggiunge il “Carcere del sadismo”, di chi scherza con il dolore degli altri, sbeffeggiando i familiari delle vittime”, l’affondo di Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato di Polizia Penitenziaria che oggi ha fatto visita al carcere di Salerno.

«Ciò che più ci sconcerta - continua - è che solo in queste occasioni i media scoprono l'acqua calda e cioè che nelle carceri sono diffusi i telefonini anche quelli più tecnologici, finiti persino nelle mani dei giovanissimi oltre che di boss, capo clan ed affiliati che hanno facile accesso ai social. Noi lo stiamo denunciando da tempo: dalle carceri l'uso disinvolto del telefonino non deve essere consentito per sbeffeggiare le famiglie delle vittime e, contemporaneamente, lo Stato. È il segno più degradante del “buonismo" diffuso nei confronti dei detenuti ai quali è concesso persino di divertirsi con video-sceneggiate, video di musica rap e filmati sui social", continua Di Giacomo per il quale «è fondamentale intervenire per bloccare l’uso di telefonini che minacciano la sicurezza».

Dura presa di posizione è arrivata anche dal consigliere regionale sarnese Sebastiano Odierna. «Mi attiverò immediatamente presso tutte le autorità competenti per accertare chi ha scattato questa foto, con quali mezzi il killer ha avuto accesso a un telefono, e come sia stata diffusa pubblicamente. Un criminale che ha strappato la vita a un innocente e stimato lavoratore non merita alcuna agevolazione, tantomeno la convivenza serena col fratello in carcere. Chiedo il massimo rigore e mi attiverò affinché la detenzione sia punitiva ed esemplare, non un comodo soggiorno familiare che umilia la giustizia. Mi batterò con ogni mezzo per fare piena luce e impedire che situazioni del genere si ripetano, tutelando le vittime e ripristinando il rispetto della legge».