Ospedale di Agropoli, Tomasco: "Pronto soccorso sparito dagli atti"

Il segretario del Nursind chiede chiarezza sul futuro del presidio

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Agropoli.  

Si riaccende il dibattito sul futuro dell’ospedale di Agropoli. A rilanciare con forza la questione è il Nursind Salerno, che torna a chiedere chiarezza alla direzione generale dell’Asl Salerno sullo stato dell’arte del presidio ospedaliero cittadino. Al centro della polemica, ancora una volta, la mancata riattivazione del Pronto soccorso, nonostante quanto previsto dal Piano ospedaliero regionale, oltre all’assenza di sviluppi concreti su altri interventi annunciati negli anni, come la realizzazione della camera iperbarica e l’attivazione dei posti letto di riabilitazione.

“Ci troviamo di fronte a una situazione che definire paradossale è riduttivo - dichiara Biagio Tomasco, segretario territoriale del Nursind Salerno -. Il Piano ospedaliero regionale è chiaro: Agropoli è classificato come ospedale di zona disagiata con pronto soccorso. Eppure, negli atti aziendali più recenti, questa funzione scompare senza spiegazioni convincenti”.

Il Nursind provinciale punta il dito anche contro quella che definisce una gestione contraddittoria delle scelte amministrative. “Non comprendiamo - prosegue Tomasco - perché si sia reso necessario chiedere una variazione dell’Atto aziendale alla Regione quando lo stesso atto è stato redatto sulla base delle indicazioni della direzione dell'Asl Salerno. Una scelta che appare ridondante e che, ad oggi, non ha prodotto alcun risultato concreto”.

Particolarmente critica la situazione del personale sanitario in servizio presso il Punto di Primo intervento. “Gli operatori lavorano quotidianamente come in un vero Pronto soccorso - sottolinea Tomasco - affrontando responsabilità enormi senza il riconoscimento economico e professionale adeguato. È una disparità che non è più tollerabile”.

Il segretario del Nursind provinciale evidenzia inoltre come la percezione dei cittadini non corrisponda alla realtà organizzativa. “La popolazione, soprattutto nei mesi estivi, continua a rivolgersi alla struttura convinta che sia attivo un Pronto Soccorso. E questo avviene perché, nei fatti, le prestazioni erogate sono assimilabili a quelle di un’emergenza-urgenza”.

Non meno rilevanti le criticità relative agli altri interventi mai concretizzati. “Ci chiediamo - incalza Tomasco - perché non siano stati ancora attivati i 60 posti letto di recupero e riabilitazione funzionale previsti, né installata la camera iperbarica deliberata già nel 2022. Si tratta di interventi immediatamente realizzabili, ma rimasti inspiegabilmente fermi”.

Da qui la richiesta formale di trasparenza e risposte chiare. “I cittadini del Cilento meritano rispetto - conclude Tomasco -. Chiediamo alla direzione generale di spiegare cosa stia realmente accadendo e quali siano i tempi certi per la riapertura del Pronto soccorso, l’attivazione dei servizi e il pieno rilancio dell’ospedale di Agropoli”.