È giunta in queste ore l'attesa convocazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sulla vertenza relativa allo stabilimento di Fratte. Il tavolo a Roma, già aperto dalla scorsa primavera per discutere con la proprietà, le organizzazioni sindacali territoriali, regionali e nazionali e tutti gli attori istituzionali locali la nuova localizzazione del sito in un'area idonea, proseguirà il confronto martedì 6 ottobre, alle ore 10.
LE ASPETTATIVE DEI SINDACATI
Dall'appuntamento ci si attende un orizzonte più chiaro rispetto al luogo in cui potranno essere materialmente realizzati i nuovi investimenti e la nuova fabbrica, considerata l'unica garanzia per le oltre 100 maestranze di un futuro positivo e duraturo.
LA CONFERENZA DEI SERVIZI E GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Ugualmente urgente è ritenuta la necessità che venga fissata la nuova data della Conferenza dei Servizi dopo l'incontro del 26 agosto scorso, poiché in quella sede dovranno arrivare risposte sulla possibile continuità occupazionale e produttiva a Fratte, legata al nuovo progetto dei forni elettrici e alla completa decarbonizzazione degli attuali impianti. Gli ammortizzatori sociali, si sottolinea, sono ormai agli sgoccioli e potranno sostenere il reddito dei lavoratori solo per poche altre settimane.
LA CONDIZIONE POSTA DALL'AZIENDA
L'azienda ha posto già da alcuni mesi la condizione che, senza una ripresa temporanea dell'attività a Fratte, verrebbero a mancare anche i presupposti per la realizzazione del nuovo stabilimento. Una condizione rispetto alla quale i sindacati dichiarano di non voler retrocedere, pur comprendendo che un eventuale rallentamento nel percorso di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) avrebbe inevitabili ricadute sulla base occupazionale e sull'indotto.
LE POSIZIONI SCETTICHE SUL PROGETTO
Sul progetto dei forni elettrici a Fratte si registrano in questi giorni posizioni definite scettiche, se non apertamente contrarie. I sindacati ribadiscono, in proposito, che lavoro e salute possono e devono camminare insieme, chiedendo all'azienda la massima trasparenza e assunzione di responsabilità su entrambi i fronti, e agli organi competenti ogni sforzo nella direzione della valutazione tecnica e delle verifiche in corso, sia nell'ipotesi di riapertura dell'impianto sia nel percorso di eventuale nuova localizzazione.
IL MALFUNZIONAMENTO DELLA CENTRALINA
Sempre in questi giorni, è emerso che la centralina di monitoraggio a Fratte, con la fonderia già ferma, da alcuni mesi non rileva più i dati a cui era deputata. A garanzia e tutela di tutti, i sindacati ne chiedono le ragioni e ne auspicano un rapido ripristino.
