Fonderie Pisano, i sindacati: "Il tempo è finito, istituzioni responsabili"

La Regione dilata i tempi del piano previsto dalla proprietà, ammortizzatori scadono a fine mese

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Salerno.  

La sospensione del riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) delle Fonderie Pisano di Salerno ha "radicalmente mutato il quadro" in cui si muoveva la vertenza. Lo affermano i vertici della Fiom, che parlano di tempi ormai incompatibili con l'emergenza occupazionale e chiedono chiarezza sia all'azienda sia alle istituzioni.

LA SOSPENSIONE DEL RIESAME E LA RICHIESTA DELLA REGIONE

Gli uffici regionali della Campania hanno sospeso il procedimento e hanno chiesto all'azienda, entro 30 giorni, la documentazione che attesti l'avvenuta attivazione delle procedure di Valutazione d'impatto ambientale (Via). Secondo i sindacati, in questo modo vengono spostate in avanti, per un periodo oggi non prevedibile, le scelte che i lavoratori hanno rivendicato nei mesi scorsi con le mobilitazioni.

LA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 26 AGOSTO E LA RICONVERSIONE

Per le organizzazioni sindacali la nuova proposta aziendale era chiara e l'iter era ripartito con la Conferenza dei servizi del 26 agosto, chiamata a esaminare la riconversione immediata dello stabilimento di Fratte con forni elettrici e la dismissione completa degli impianti a carbone. Questo avrebbe aperto prospettive migliori e più concrete per individuare una nuova area su cui investire, che i sindacati indicano come obiettivo unico e vero per un futuro duraturo.

IL TAVOLO AL MIMIT: PROSSIMO INCONTRO IL 14 OTTOBRE

Le articolazioni provinciali, regionali e nazionali del sindacato si sono attivate anche verso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ottenendo un tavolo esclusivo sulla vertenza, riconvocato per il 14 ottobre 2026. I sindacati ricordano che non è stato facile ottenere che l'azienda scegliesse una riconversione green subito a Fratte, mentre lo scorso autunno aveva comunicato l'intenzione di trasferire tutto in un'altra regione. Non era scontato, aggiungono, nemmeno che mantenesse l'impegno a investire in un'altra area idonea.

AMMORTIZZATORI IN SCADENZA IL 31 OTTOBRE

I sindacati affermano di aver sempre ricordato che "il tempo stringeva". Chiedevano valutazioni tecniche e di merito trasparenti e imparziali, nel rispetto delle norme e delle prerogative degli organi di valutazione, ma anche che tali scelte avessero carattere di priorità e tenessero conto delle ragioni del lavoro. Oltre 100 lavoratori vivono da troppo tempo solo di cassa integrazione. Gli ultimi ammortizzatori disponibili scadranno il 31 ottobre 2026 e, nella situazione attuale, i sindacati non vedono altre soluzioni per conservare i posti di lavoro. Per loro le possibilità di tenere insieme lavoro e salute sono sempre più compromesse, con ricadute a brevissimo termine che rischiano di essere drammatiche sul versante occupazionale.

"LA RESPONSABILITÀ DIVENTA COLLETTIVA"

Il tempo necessario per realizzare le nuove richieste della Regione Campania appare ai sindacati "totalmente incompatibile" con l'emergenza in atto, ma assicurano: "non smetteremo di lottare". I lavoratori, sostengono, hanno pagato e rischiano ancora di pagare il prezzo più alto, con una responsabilità che diventa sempre più collettiva: dell'azienda da un lato, ma anche delle istituzioni coinvolte. All'azienda i sindacati chiedono di investire e di fare ogni azione possibile per salvaguardare la salute di tutti e il lavoro delle professionalità che hanno realizzato e valorizzato i suoi prodotti in Italia e all'estero.

LA RICHIESTA DI CONFRONTO URGENTE AGLI INDUSTRIALI

Nella peggiore delle ipotesi, senza altri ammortizzatori, i sindacati vedono il rischio concreto di una forte perdita di posti di lavoro, della disperazione di molte famiglie e del tramonto di ogni prospettiva di sopravvivenza e di nuovo sviluppo ecocompatibile per l'ennesima realtà economica del territorio. Se si arriverà a questo epilogo, avvertono, porterà non solo la firma dell'impresa, ma anche quella delle istituzioni che non si sono impegnate fino in fondo a salvaguardare lavoro e salute con lo stesso peso e lo stesso senso di responsabilità. Per questo hanno già inviato all'Associazione degli Industriali di Salerno una richiesta di confronto urgente, per capire con chiarezza le intenzioni dell'azienda e le condizioni a difesa della base occupazionale.