Spaccio, estorsioni, droga: il sistema salernitano, i dettagli

Un giro di affari milionario

Salerno.  

Questa mattina a Salerno, Acerno, Battipaglia, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Nocera Inferiore, Olevano sul Tusciano e Pontecagnano Faiano , i carabinieri del locale Comando Provinciale, con il supporto del Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare - emessa dal gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica - nei confronti di 24 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ed altri reati, cosiddetti fine, contestati con l’aggravante del metodo mafioso. Sessantanove le persone complessivamente chiamate in un causa da un'inchiesta di cui è stato notificato l'avviso di conclusione.L' indagine - denominata “Omnia” - è stata avviata nel gennaio 2011 dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale e dalla Compagnia di Battipaglia. Nel mirino, così come era accaduto per l' operazione “Perseo”,  un clan, ritenuto camorristico, attivo a Battipaglia, Bellizzi e nei comuni dei Monti Picentini e della Piana del Sele, accreditato di una continuità di azione con lo storico clan Pecoraro-Renna. Due sono i filoni principali dellattività investigativa: il primo ruota attorno alla conquista del settore economico legato al trasporto dei prodotti ortofrutticoli della Piana del Sele. Si tratta di un comparto strategico per lo sviluppo dell’intera economia del territorio, di rilevanza economica enorme, nell’ambito del quale vengono investiti milioni di euro ogni anno. Si è assistito poi nel corso delle investigazione al controllo sistematico del settore dello spaccio di droga, mediante l’imposizione della tipologia di sostanza stupefacente e la suddivisione del territorio in zone affidate a singoli sottogruppi responsabili delle stesse, seppure assolutamente riconducibili ed inquadrati in un unico gruppo d’appartenenza. Numerosi sono i riferimenti emergenti dalle indagini, da cui sembrerebbe emergere una unitarietà tra tutti i gruppi esistenti nelle diverse propaggini territoriali, in termini di “Sistema Salernitano” complessivo e non più articolato in singoli gruppi contrapposti tra loro.

In particolare, l’attività investigativa, ha consentito di documentare le responsabilità degli indagati in ordine:  a plurime richieste estorsive, atti intimidatori con finalità estorsive (mediante incendi, danneggiamenti, gambizzazioni ed esplosioni di colpi di arma da fuoco) e condotte di concorrenza sleale, consumati ai danni di ditte di autotrasporto e imprenditori agricoli della Piana del Sele, avvalendosi di due ditte di autotrasporto riconducibili al sodalizio;  a 4 estorsioni consumate nel 2011 in danno di 2 imprenditori agricoli di Pontecagnano Faiano e 2 titolari di imprese edili di Bellizzi e Montecorvino Rovella;  a 2 rapine a mano armata avvenute, rispettivamente, nel 2011 all’interno di un’abitazione di Giffoni Sei Casali e nel 2012 in una sala bingo di Battipaglia;  a 4 furti di autovetture con conseguenti richieste estorsive per la restituzione dei veicoli (c.d. cavalli di ritorno), consumate nel 2012 in Bellizzi, Montecorvino Rovella e San Mango Piemonte;  alla gestione delle “piazze” di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana, approvvigionate a Napoli, Torre Annunziata e in Spagna) nei comuni di Salerno, Acerno, Battipaglia, Bellizzi, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano e Pontecagnano Faiano, attraverso 8 sottogruppi organizzati;  a una serie di gambizzazioni e aggressioni violente poste in essere nei confronti di pusher che operavano autonomamente nei comuni e non intendevano allinearsi alle regole del “sistema”, al fine imporre il monopolio della gestione dello spaccio attraverso i menzionati sottogruppi.

L’attività ha consentito, inoltre, di individuare: un giro di prostituzione all’interno di un complesso turistico alberghiero della litoranea di Pontecagnano Faiano, fittiziamente intestato a due soggetti incensurati, dove venivano fatte alloggiare decine di donne dell’est Europa, le quali vi esercitavano attività di meretricio e corrispondevano al clan somme di denaro quantificate in 50 euro giornaliere per ogni camera occupata e 30 euro per ogni cliente ospitato; l’intestazione fittizia, a favore di un soggetto incensurato, di un bar di Bellizzi riconducibile al clan, al cui interno veniva anche gestita una bisca clandestina, i cui proventi erano destinati al medesimo clan. Nel corso dell’indagine sono state arrestate - in flagranza - 15 persone e sono stati sequestrati 3 kg. di hashish, 120 gr. di cocaina, 5 pistole e varie munizioni.  

Redazione Salerno