Neonato scomparso: faremo di tutto per ritrovarlo

Parla il direttore sanitario dell'ospedale dove era ricoverato il piccolo

“Piena collaborazione alle forze dell'ordine, non c'è stata una falla nella sicurezza, ma aspettiamo gli esiti dell'inchiesta interna”

“Da ieri sera abbiamo dato la piena collaborazione alle forze dell'ordine perchè quello che è accaduto ci rattrista tantissimo. Il nostro obiettivo è fare in modo che il bambino possa essere immediatamente ritrovato, e quindi chiudere questa vicenda nel migliore dei modi”. Parla così il direttore sanitario dell'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno Giuseppe Longo, chiamato a fare i conti con la sparizione di un neonato ricoverato nel nosocomio. A portare via il piccolo, di appena un mese, ieri sera la mamma, accompagnata da un uomo.

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Sulle sorti del bambino stava decidendo il tribunale di Salerno. La madre, una 33enne di origine polacca residente a Giffoni Valle Piana, aveva già due figli da due uomini diversi non affidati a lei e un passato difficile alle spalle. Era già nota alle forze dell'ordine per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. 

Sul caso stavano lavorando anche gli assistenti sociali.

“E' accaduto un fatto grave – chiarisce ancora Longo -, è stata avviata un'inchiesta interna, un'altra la hanno aperta le autorità giudiziarie, potremmo così capire quelle che sono le reali responsabilità.

A chi chiede le mie dimissioni rispondo comunque che non è questo il motivo per cui mi debbo dimettere”. Una sparizione che ha colto tutti di sorpresa per il direttore sanitario del Ruggi “non c'erano stati segnali che potevano far immaginare quello che è accaduto. Avremmo messo in campo altrimenti delle misure ancora più stringenti. Dico che non c'è stata alcuna falla, ma debbo avere la certezza a questo serve la commissione relativa all'organizzazione interna del reparto.

Il neonato, fortunatamente stava bene, non aveva bisogno di terapie”. Il piccolo era ricoverato in terapia intensiva proprio per poter essere tenuto facilmente sotto controllo, dato che si tratta di una zona dove c'è la presenza degli infermieri h24, in maniera continua.

Eppure qualcosa è andato storto, dovranno ora chiarirlo le forze dell'ordine. La donna, che vedeva in bambino per allattarlo, era a conoscenza che i servizi sociali e il tribunale stavano attenzionando la sua situazione – fanno sapere dall'azienda - proprio per la sua storia pregressa. “Tutto comunque le sarebbe stato chiarito all'atto delle dimissioni, al momento della decisione del tribunale” precisa ancora Longo.

Sara Botte