Bombe e attentati, paura: presa la nuova camorra

Gli indagati hanno tutti meno di 25 anni, i giovani arrestati nel blitz dei carabinieri

Vittime gli imprenditori dell'Agro

Droga, armi e estorsioni e ancora bombe e attentati a diversi locali commerciali di Scafati. Vittime gli imprenditori del territorio. E' scattata alle prime ore della mattina una vasta operazione antimafia dei Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, nel territorio del comune dell'agro.

In azione circa duecento militari, con l’ausilio di unità cinofile ed il supporto aereo di un elicottero hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari – emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di sei indagati - quattro in carcere e due ai domiciliari-, tutti ritenuti responsabili di concorso in tentate estorsioni, reati in materia di armi e stupefacenti, danneggiamento ed altro, commessi con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso, e ulteriori 27 decreti di perquisizione a carico di altrettanti co-indagati in stato di libertà. Tra gli arrestati anche il 44enne Giuseppe Buonocore e il 70enne Vincenzo Nappo, rispettivamente genero e amico di Francesco Matrone, elemento di spicco dell'omonimo clan scafatese, attualmente in carcere a Milano. Gli indagati sono tutti giovanissimi, meno che 25enni.

L' indagine, portata avanti dalla direzione distrettuale antimafia, e delegata ai militari del nucleo operativo del reparto territoriale dei carabinieri di Nocera Inferiore, è partita in seguito a diversi attentati ad attività commerciali di Scafati, commessi anche con l'utilizzo di ordigni esplosivi, a partire dal giugno del 2017.

Nel corso delle investigazioni sarebbero emerse le responsabilità degli indagati in tre estorsioni realizzate tra agosto e dicembre del 2017, ai danni di imprenditori dell'area scafatese. Li avrebbero minacciati, dicendo di appartenere ad un sodalizio camorristico, al clan Matrone di Scafati, utilizzando anche armi e materiale esplosivo. I militari hanno sequestrato pistole bombe artigianali, oltre a un chilo di droga.

Gli attentati, messi a segno in un periodo di tempo ravvicinato, avrebbero fatto pensare anche ad una serie di contrasti per il predominio della zona da parte degli emergenti gruppi criminali.

Sara Botte