Solo una mancia, non estorsione. La difesa dei parcheggiatori

Sono stati sentiti dal gip

Salerno.  

Solo una mancia, non c'è stata alcuna estorsione. Non avrebbero minacciato né molestato gli automobilisti, si sono difesi così davanti al gip, alcuni dei parcheggiatori fermati nel blitz dei giorni scorsi a Salerno.

Gli veniva consegnata – a sentir loro - solo una piccola somma, che poteva andare dai cinquanta centesimi ad un euro: secondo gli indagati dunque non si poteva trattare di un'estorsione. Molto spesso erano gli stessi automobilisti a lasciare il denaro spontaneamente. Concessi a due dei trentadue indagati gli arresti domiciliari. Ai domiciliari anche tre extracomunitari finiti in cella sempre con la stessa accusa.

Diversa invece l'idea del pm Elena Guarino su come andassero le cose in strada.

Gli automobilisti, anche se pagavano spontaneamente la somma di denaro, lo facevano sempre per la paura di cosa potesse accadere loro nel caso di un  rifiuto, o alle vetture lasciate incustodite.

Gli abusivi della sosta si erano così divisi la città, dieci acciuffati durante quest'ultima retata erano già stati presi durante il blitz precedente dei carabinieri di Salerno. Il ritorno in libertà per loro coincise con il ritorno al “lavoro”, dal centro di Salerno, da via Roma, a via Porto, Piazza Amendola, Piazza Vittorio Veneto, la zona della clinica del Sole, Forte la Carnale, Polo Nautico, via Allende, zona stadio Arechi.

Una diffusione così capillare da provocare nei cittadini un senso di rassegnazione e paura. A convincerli a lasciare il denaro agli abusivi anche il fare minaccioso dei parcheggiatori, spesso malvestiti e con un atteggiamento tale da far pensare fossero dei malviventi pronti a tutto pur di avere il denaro.

S.B.