Bufera al comune di San Mauro Cilento. Otto funzionari e pubblici amministratori e un imprenditore del salernitano sono stati arrestati all'alba di oggi con le accuse di concussione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico. Per tutti sono scattati gli arresti domiciliari. Tra questi il sindaco Carlo Pisacane, gli assessori Fernando Marrocco e Angelo Di Maria, due consiglieri comunali, il segretario comunale, funzionari dell’ufficio tecnico e ragioneria, l’amministratore di una ditta di trasporti operante nel settore rifiuti.
Le indagini della procura di Vallo della Lucania, guidate dal procuratore Antonio Ricci, sono partite nel gennaio del 2016. In azione i carabinieri di Pollica dopo la denuncia del presidente di una cooperativa che aveva dichiarato di aver subito presunte pressioni dal sindaco e dal responsabile dell’ufficio tecnico tali da portare la donna a rinunciare al servizio di trasporto scolastico, “allo scopo di favorire una ditta diversa a cui l’incarico venne successivamente assegnato mediante una procedura illecita di affidamento diretto del servizio”.
Da qui le indagini si sono estese ad altri settori e sarebbero emerse vicende illecite nell’affidamento del servizio di raccolta rifiuti, d’acquisto di una pulisci spiaggia, di affidamento della ludoteca comunale e di vicende relative all’assunzione di personale. Per gli inquirenti un sistema di gestione familistico clientelare della cosa pubblica da parte degli amministratori, con la violazione delle norme giuridiche che governano la gestione degli appalti e l'assegnazione degli incarichi e dei pubblici servizi.
Per la Procura, proprio per l’assegnazione del servizio di raccolta rifiuti, è contestato al sindaco e ad un consigliere di aver preventivamente concordato con l’imprenditore affidatario le modalità e le condizioni economiche dietro la presunta promessa, poi mantenuta, dell’assunzione di personale presso la ditta affidataria.
Sara Botte
