Si indaga sulla morte della 28enne suicida all'ospedale Ruggi D'aragona. La procura di Salerno starebbe facendo delle verifiche sulla morte di Antonietta Corinto, la neomamma di Sapri che lunedì scorso si è tolta la vita lanciandosi dal sesto piano del nosocomio salernitano. Il sostituto procuratore Roberto Penna starebbe cercando di chiarire se vi siano state omissioni di controllo o di servizi sanitari nei confronti della 28enne e sia riscontrabile o meno un'ipotesi di reato nei confronti dei sanitari e dei medici che l'hanno avuta in cura dopo il parto. Cartelle cliniche e testimonianze sono al vaglio degli inquirenti.
Ora è importante capire se qualcosa si poteva fare per impedire che la donna si uccidesse. Il marito intanto non si da pace e continua a ripetere che più volte avrebbe chiesto ai medici di poter stare vicino ad Antonietta, non solo in quell'ora concessa per le visite alle neo partorienti. I familiari avevano affittato anche una casa per stare vicini alla ragazza.
La donna era fragile, forse depressa. Lo scorso anno aveva perso un figlio al quinto mese di gravidanza, morto strozzato dal cordone ombelicale. Poi la gioia di questa nascita, ma forse il dolore non era stato del tutto superato e ad aggravare le cose potrebbe essere stato l'insorgere di una depressione post parto. Chi è stato vicino alla giovane in quelle ultime ore ha raccontato di averla vista piangere spesso, l'emozione pare si giustificasse lei, le altre donne ricoverate in reparto avrebbero cercato più volte di consolarla. Antonietta sembrava stare meglio, la mattina della sua morte si sarebbe anche truccata, poi qualcosa è scattato e ha deciso di lanciarsi nel vuoto proprio dopo aver allattato per l'ultima volta il suo piccolo.
Sara Botte
