Immigrazione clandestina: arrestati padre e figlio

Tredici gli indagati per un "sistema" che vede coinvolti almeno seimila extracomunitari

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Salerno.  

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, nei guai un professionista salernitano e suo figlio. La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della locale Procura della Repubblica, ha arrestato due professionisti salernitani. Agli arresti domiciliari sono finiti un ragioniere e il figlio, il cui studio si trova al quartiere di Torrione. Le indagini coordinate dalla procura hanno visto la stretta collaborazione tra Guardia di finanza e l'ufficio immigrazione della Questura. 

Decisive le intercettazioni telefoniche ed ambientali: secondo la ricostruzione dei magistrati, lo studio trasmetteva telematicamente all'Agenzia delle Entrate false dichiarazioni dei redditi di cittadini extracomunitari per consentire loro di ottenere l'agognato permesso di soggiorno. Per ogni documento il tariffario richiesto  andava dai 15 ai 20 euro. Un escamotage che consentiva così ai clienti - tutti stranieri - di poter documentare falsamente di avere un reddito minimo, indispensabile per ottenere il permesso di soggiorno e restare quindi stabilmente sul territorio italiano e, di conseguenza, nell'Unione Europea. 

Il "sistema" era particolarmente collaudato e, secondo le risultanze investigative sottolineate nel corso della conferenza stampa di questa mattina negli uffici della Procura di Salerno, andava avanti da anni. Almeno dal 2013 al 2017, in base agli accertamenti dell'anagrafe tributaria portati avanti dalle fiamme gialle. Il ragioniere indagato e suo figlio avrebbero trasmesso infatti oltre diecimila dichiarazione dei redditi fasulle, tutte relative a stranieri extracomunitari. 

Nella stessa operazione sono stati denunciati altri 13 stranieri, accusati di aver usufruito della falsa documentazione per il permesso di soggiorno di lungo periodo. L'ufficio immigrazione della questura ha rigettato tutte le richieste di soggiorno avanzate dallo studio di Torrione finito sotto i riflettori dei magistrati. 

Infine, ma non meno importante, un aspetto non secondario sottolineato in procura: gli illeciti contestati fanno riferimento al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ma, al momento, non risultano allerte legate al terrorismo.