Processo troppo lento al boss, lo Stato lo dovrà risarcire

La decisione della Corte d'appello di Salerno per il capo 'ndrangheta del clan Limbardi

La sezione civile della  Corte d'Appello di Salerno ha condannato il ministero della Giustizia a risarcire il boss della 'ndrangheta Luigi Mancuso, 65 anni. L'uomo, originario di Vibo Valentia, è considerato il clan dell'omonimo clan. La corte salernitana ha censurato la lentenzza con la quale è stato celebrato - proprio nel tribunale calabrese - il maxiprocesso "Genesi".

Durato 13 anni, la sentenza è arrivata nel 2013 dopo il blitz scattato nell'agosto 2000. Nell'operazione antimafiala Dda aveva chiesto 27 anni di carcere per Luigi Mancuso, che invece è stato assolto. La procura non ha presentato ricorso in Appello, e dunque la sentenza è diventata definitiva. Esito simile anche per altri 30 imputati.

Il ministero è stato, quindi, condannato al pagamento della somma complessiva di 5.500 euro in favore di Mancuso, in base alla Legge Pinto sulla ragionevole durata dei processi. Luigi Mancuso è stato scarcerato nel 2012 dopo aver scontato 19 anni di ininterrotta detenzione per associazione mafiosa e associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico.

Redazione Salerno